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 2017  maggio 17 Mercoledì calendario

L’invasione aliena del Mediterraneo

Nel Mediterraneo è in atto un’invasione aliena. A causa del cambiamento climatico e dell’antropizzazione, infatti, il nostro mare è diventato spazio di conquista per specie marine provenienti da altri mari, in particolare quelli tropicali e subtropicali.
È un fenomeno conosciuto da tempo, ma negli ultimi dieci anni ha avuto un’accelerazione inaspettata persino per gli studiosi. Sono così arrivati gli allarmi per l’avvistamento del temibile pesce scorpione, velenosissima specie originaria del Pacifico e dell’Oceano Indiano, avvistata nell’isola faunistica di Vendicari, in Sicilia. Oppure per la comparsa del pesce palla maculato (o argenteo), dalla potentissima neurotossina (è vietato mangiarlo).
Creature marine mai viste prima alle nostre latitudini ma che, a causa dell’innalzamento della temperatura e della salinità del Mediterraneo, da noi trovano ormai un habitat naturale.
Secondo un recente meeting a Parigi, le specie esotiche che ormai solcano i nostri mari sono circa 750. In alcuni casi si tratta di specie innocue, come la ricciola falcata o la triglia del Mar Rosso, ormai facili da trovare anche sulle nostre bancarelle. Ma anche pericolose per l’uomo, come l’ostreopsis ovata, microalga unicellulare invisibile all’occhio umano e tossica nel periodo della fioritura. O infine dannose per le specie nostrane, con cui entrano in competizione. Il rischio è che accada ciò che, in acqua dolce, è avvenuto con il gambero rosso della Louisiana. Introdotto per fini commerciali da un’azienda vicino al lago di Massaciuccoli, il gambero è sfuggito al controllo degli allevamenti diffondendosi in tutta la Penisola. Un problema considerato che è letale per i nostri gamberi, uova di pesci e uova di anfibi. È inoltre portatrice sana di gravi malattie e può assorbire sostanze tossiche che ne rendono pericoloso il consumo.
I motivi dell’invasione aliena nel Mediterraneo sono molteplici. Innanzitutto le trasformazioni climatiche. Il riscaldamento globale fa sì che ogni anno evaporino 400 km cubici di mare, il che porta a una produzione annua di 14-15 miliardi di tonnellate di sale. A queste variazioni si aggiunge l’aumento dell’anidride carbonica, causata dall’uomo, che incrementa l’acidificazione del Mediterraneo. Conseguenza: il carbonato di calcio, elemento fondamentale per gusci di conchiglie, corazze di crostacei e plankton, si scioglie creando problemi all’ecosistema marino.
Alici, sardine e sgombri negli ultimi anni si sono già spostati in acque più fredde. L’abbandono delle specie nostrane e le rinnovate condizioni ambientali hanno permesso l’invasione delle specie esotiche che entrano nel nostro mare chiuso dallo Stretto di Gibilterra, ma anche attraverso il Canale di Suez, creato dall’uomo. L’arrivo di specie dal Mar Rosso all’inizio sembrava confinato in una zona vicina all’Egitto. Di recente si è scoperto che così non è.