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 2017  maggio 17 Mercoledì calendario

Addio contanti e carte di credito la spesa si paga con lo smartphone

MILANO Sono già tanti i cavi che non usiamo più nell’era wireless, e anche il denaro diventa sempre meno fisico: forse un giorno pagheremo strizzando l’occhio al commerciante, per ora possiamo farlo porgendogli il nostro smartphone. Dopo aver tagliato i fili delle cuffiette con gli AirPods, Apple porta da oggi in Italia Apple Pay, la sua idea di pagamento contactless, che incorpora le carte di credito nell’i-Phone, nel Watch, nei tablet e nei computer.
Quello dei pagamenti in cui si usa lo smartphone al posto dei soldi e delle carte è un mercato in piena fioritura, dove alla proposta della Mela si contrappongono Android Pay, Amazon Pay, Samsung Pay, PayPal e altri ancora. Il sistema di Google, Android Pay, si basa su una app e in Italia non c’è ancora. Stesso discorso per Samsung Pay, disponibile sugli ultimi modelli Galaxy e Gear. Amazon invece per ora propone una piattaforma per pagare online (non solo sul suo store) ma potrebbe arrivare presto nei negozi. Paypal funziona sia sui computer che sui dispositivi mobili, e in Italia si può già usare per pagare anche fuori casa, per esempio con l’app It Taxi.
I numeri di questo nuovo business sono già rilevanti nei tanti Paesi dove il sistema è attivo da tempo: Stati Uniti, Australia, Canada, Cina, Francia, Giappone, Hong Kong, Irlanda, Nuova Zelanda, Regno Unito, Russia, Singapore, Spagna e Svizzera. Gli esercenti che lo accettano nel mondo sono 20 milioni e secondo Business Insider il giro d’affari dei “pagamenti mobili” supererà i 500 miliardi di dollari nel 2020. Negli Usa quasi il 90% delle transazioni contactless sono fatte con Apple Pay.
In Italia Apple Pay inizia a funzionare con carte di credito e prepagate di Unicredit e Carrefour bank. Altri istituti seguiranno, come già accaduto nei Paesi dove il servizio è attivo: a breve sarà possibile usarlo con American Express, CartaBCC, Fineco, Widiba. Tra i partner della grande distribuzione dove è già possibile fare acquisti c’è di tutto, da Auchan a La Rinascente. Noi abbiamo provato il sistema da Eataly, utilizzando sia lo smartphone che l’orologio: i tempi sono assai più veloci di un pagamento con carta di credito. L’esercente avvia la transazione, si avvicina il telefono o l’orologio al pos, e sul nostro schermo appare la transazione.
Ma questi sistemi prenderanno piede in Italia? «Esercenti e consumatori devono poter accedere facilmente al servizio e comprenderne i vantaggi» risponde Valeria Portale, direttrice dell’Osservatorio sui mobile payments del Politecnico di Milano. «Gli italiani amano il contante, che però al sistema Paese costa oltre 34 miliardi di euro per il “nero” che genera».
Apple Pay punta su sicurezza e privacy. «Né l’iPhone né i nostri server memorizzano il numero della carta del cliente» spiega Jennifer Bailey,vicepresidente di Internet Services e Apple Pay. «Tutto il processo di pagamento è completamente sicuro per l’utente, grazie al sistema di codici che regola le transazioni. Pagando con l’iPhone, l’utente deve poi utilizzare il sensore di impronta digitale per avviare il processo» spiega Bailey. E se si smarrisce lo smartphone o l’orologio? Pay può essere bloccato in tempo reale. «I pericoli» spiega Portale «emergono quando si sperimentano sistemi completamente nuovi. Ma in questo caso ci si basa su banche e circuiti di pagamento i cui standard di sicurezza sono ampiamente consolidati». Tuttavia, nonostante la diffidenza, anche da noi i numeri iniziano a crescere. «Aumentano i pagamenti con le carte, che nel 2016 hanno raggiunto 190 miliardi di euro, il 24% dei consumi degli italiani» conferma Portale. «E gli acquisti online fatti con dispositivi mobili l’anno scorso hanno toccato i 3,9 miliardi di euro. Devono ancora crescere i pagamenti da smartphone nei negozi, ma prevediamo che aumenteranno proprio grazie all’arrivo sulla scena italiana dei grandi attori internazionali».