ItaliaOggi, 17 maggio 2017
Diritto & Rovescio
Per capire l’abisso che purtroppo si è creato tra la Francia e l’Italia, basta vedere come si è comportato il nuovo presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, quando ha dovuto scegliere il suo primo ministro. Come c’era da aspettarselo, si è subito fatto sotto Manuel Valls che, fino a prima delle elezioni, era il premier socialista a capo di un governo di cui Macron faceva parte. Macron però gli ha detto no. Ed è finita lì. In compenso, ha scelto uno sconosciuto (ma bravo) 46enne, édouard Philippe, che ha un pedigree internazionale (parla francese, inglese e tedesco correntemente), che ha fatto SciencePo a Parigi e l’Ena a Strasburgo ed è stato sindaco di Le Havre per sei anni. Philippe ha esordito dicendo, nel Tg più visto: «Ci si sente talvolta di sinistra, talvolta di destra. Io mi sento più di destra perché, per me, il valore cardinale della vita in società è la libertà». Bersani, se Philippe fosse stato italiano, gli avrebbe messo subito addosso la camicia di forza con l’aiuto di D’Alema e di giornalisti volonterosi. Ci sono, ci sono.