La Gazzetta dello Sport, 17 maggio 2017
Che commissioni! Una rete di Gabigol costa 63,5 milioni
Non saranno certo quei 4 milioni di euro di commissioni in più a trasformare l’acquisto di Gabigol in un problema per la proprietà dell’Inter. Il sito «calciomercato.com» ha pubblicato ieri il contratto depositato dal club di corso Vittorio Emanuele nell’estate scorsa. I contorni dell’affare erano già noti da agosto scorso: 29,5 milioni di euro per il cartellino e 3 netti al giocatore (al lordo sono 6 per la società) per 5 anni. In tutto facevano 59,5 milioni. A metà maggio, 8 mesi abbondanti e un misero gol dopo, si possono fare tutti i conti del mondo. E quei 4 milioni di commissioni che saltano fuori adesso portano il totale a 63,5 milioni.
Un’operazione dalla quale, per adesso, hanno guadagnato Giuliano Bertolucci, intermediario dell’operazione, Kia Joorabchian, consulente di mercato di Suning, e il Fondo Doyen nella figura di Wagner Ribeiro (lo stesso agente di Neymar). La percentuale dell’operazione caricato sul contratto supera il 13%. Una cifra più elevata dell’abituale 8-10% spiegabile con il numero delle persone coinvolte. I 4 milioni in più o in meno non cambiano la natura dell’acquisto di Gabigol. Il suo unico gol segnato, seppur decisivo a Bologna, non muta il giudizio su di lui. Ha voglia, ha talento, ma va impiegato con più continuità e soprattutto deve imparare a lavorare con una maggiore assiduità lungo le settimane di allenamento. La famiglia Zhang non è stata attirata in una trappola. Quando le è stato presentato Gabigol, il brasiliano era in corsa per vincere l’Olimpiade con il Brasile e tra i giovani emergenti in patria veniva solo dopo Gabriel Jesus. Nessuno ha costretto la proprietà ad acquistarlo, semplicemente chi ha stretto i contatti con Suning in quel periodo godeva di un’estesa fiducia per gli acquisti effettuati in favore del Jiangsu. Il club cinese, all’epoca, con Ramires, Jo e Alex Teixeira era in zona Champions asiatica e gli investimenti stavano dando i loro frutti. Ecco perché la famiglia Zhang ha provato ad applicare all’Inter il modello Jiangsu.
Il risultato di quella gestione è palese. Oltre ai soldi spesi per Gabigol non vanno scordato i 45 milioni elargiti allo Sporting Lisbona per Joao Mario con Mister Joorabchian nelle vesti dell’agente del portoghese. Investimenti che forse l’area tecnica italiana non avrebbe fatto o sarebbe stata in grado di tenere livellata verso il basso. Ora il d.s. Piero Ausilio si confronterà con il coordinatore tecnico di Suning Walter Sabatini al fine di trovare la sistemazione migliore al brasiliano. Un investimento così oneroso non può essere sprecato un anno dopo. Andrà a giocare in prestito, ma all’estero. Il padre, Valdemir Silva Almeida, non smette di rilasciare pensieri e parole attraverso i social. L’ultimo, di ieri, riguarda il figlio: «Tutto è reciproco, figlio mio… facciamo tutto per voi. Grazie per tutto». Il «voi» è riferito alla figlia, Dhiovanna, e a Gabriel. I genitori di Gabigol vivono a Milano nello stesso edificio con i figli e il legame della famiglia Barbosa è fortissimo. La forza di Gabigol è stata anche questa. Il suo disappunto per non entrare in campo anche a partite chiuse è stata lenita dalla presenza dei parenti più intimi. In tutto questo, per nulla romantico, c’è un giocatore che tra cartellino, stipendio e commissioni costa 63,5 milioni a gol. Una cifra destinata a scendere perché ci si attende il migliorato di Gabriel. Il Meazza lo ha adottato a prescindere. Stefano Vecchi invece ha detto una cosa intelligente: «Credo sia curioso che Gabigol venga applaudito prima che entri, sarebbe meglio premiarlo dopo qualche giocata».