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 2017  maggio 16 Martedì calendario

Antognioni a tutto campo: «Buffon merita il Pallone d’oro. Sarri maestro. L’Inter prenda Spalletti ora»

Il «Bello del Calcio» è il sorriso incantato di Giancarlo Antognoni. In Sala Buzzati, nel palazzo di via Solferino, ci sono le sue maglie appese. I colori della sua vita da campione: azzurro e viola. Nel giorno che ricorda la figura di Candido Cannavò, grande direttore della Gazzetta scomparso nel 2009, è il dolce Antonio a ricevere il «Premio Facchetti», dedicato all’ex capitano dell’Inter e della Nazionale. Antognoni viene festeggiato da alcuni dei suoi vecchi amici del Mondiale del 1982 in Spagna e dai vertici dello sport italiano. Quando le luci si spengono, c’è il tempo per analizzare il bello e il brutto del calcio di oggi. Antognoni affronta il botta e risposta a testa alta. Elegante e sicuro come quando saltava avversari come birilli. Si parte dalla Juve, la rivale di sempre. «Oggi è la padrona del calcio italiano. Non fatevi ingannare dalla vittoria della Roma. I bianconeri conquisteranno il sesto scudetto consecutivo e hanno tutte le carte in regola per centrare un fantastico triplete».
Juve più forte anche del Real Madrid?
«Far gol alla difesa bianconera è un’impresa complicata anche per Cristiano Ronaldo. Immagino una finale con poche reti. Decisa da un colpo di Higuain o Dybala. Con la Juve che poi difende il vantaggio».
Buffon è come il vino, invecchiando migliora.
«Penso che anche la sua vita privata gli abbia regalato nuovi stimoli. Lo ha obbligato a sentirsi giovane. Se la Juve vince la Champions, il Pallone d’Oro spetta di diritto a Gigi».
Un voto ad Allegri.
«Forse lo avevamo sottovalutato. La sua bravura è quella di riuscire sempre a inventarsi qualcosa di nuovo. Ha conquistato due finali di Champions con due Juventus profondamente diverse. Roba da fenomeno vero».
Chi arriverà in campionato dietro la Juve?
«Il Napoli gioca un calcio fantastico. Come ho detto durante la cerimonia, oggi vorrei essere nella squadra di Sarri perché i partenopei sono maestri nel far correre il pallone. E Hamsik è l’Antognoni del Duemila. Gol e assist, magia vera».
Sarri ha vinto la Panchina d’Oro.
«Mi aveva conquistato già ai tempi di Empoli. È un allenatore che fa la differenza».
E la Roma?
«Lotterà con il Napoli fino all’ultimo secondo. Mi piace Nainggolan e gli attaccanti esterni sono di valore assoluto».
Totti è al passo d’addio.
«Ha fatto divertire milioni di tifosi e diventerà un grande dirigente. Però prima dovrà fare un po’ di gavetta. Non è facile imparare un nuovo mestiere. Dietro una scrivania è tutto più complicato. Non puoi risolvere tutti i problemi accarezzando il pallone e beffando un portiere. Lo dico per esperienza diretta».
L’Inter cerca il nuovo allenatore.
«Io prenderei subito Spalletti».
Che sta vivendo un momento non facile alla guida della Roma.
«Luciano deve recitare troppe parti in commedia. Deve difendere tutto e tutti, ma non c’è chi difende lui. Fategli fare solo l’allenatore e vedrete che Spalletti è l’uomo giusto per vincere lo scudetto».
L’Inter da chi deve ripartire?
«Icardi, Gagliardini, Handanovic, Joao Mario sono i primi nomi che mi vengono in mente».
La società nerazzurra pensa a Berardi.
«È il nuovo Baggio, l’ho conosciuto con le nazionali giovanili. È un piccolo fenomeno, ma ha un carattere particolare. Va coccolato, va protetto. Berardi è arrivato a un passaggio chiave della sua carriera. È il momento di accettare la sfida del grande calcio, ma il nuovo allenatore nerazzurro dovrà aiutarlo nei suoi primi passi».
L’Inter vuole anche Bernardeschi.
«Bernardeschi è un patrimonio della Fiorentina. La società farà il possibile per tenerlo, ma i matrimoni si fanno in due e nel calcio, anche in tre».
Regali un consiglio al numero 10 viola.
«Caro Federico, resta ancora almeno un anno a Firenze. Non lo dico da dirigente della Fiorentina, ma da padre».
Il Milan vuole Kalinic.
«E anche Belotti. Due grandi giocatori. Il Milan ha buon gusto, Belotti è il nuovo Graziani. Mi ha sorpreso, non pensavo diventasse così forte. Kalinic non piace solo al Milan. Ha fatto 15 gol in campionato ed è un centravanti che fa innamorare tutti gli allenatori perché lavora per la squadra».
Il Milan cinese ripartirà da Montella.
«Vincenzo sta portando i rossoneri in Coppa. Non è un’impresa da poco. Il Milan è davanti all’Inter in classifica ma è indietro rispetto ai nerazzurri nella costruzione di una squadra da scudetto. Mi piace il giovane Locatelli. Terrei Deulofeu e Suso. E non mi sorprende se Donnarumma vale 100 milioni, è un mostro di bravura. Certo, se dovesse lasciare il Milan chi può spendere quelle cifre? Arabi, cinesi, magnati russi. In Italia solo la Juve».
L’Atalanta è la favola del campionato.
«Una squadra che ha conquistato tutti. La Juve ha già in tasca due dei piccoli fenomeni di Gasperini e cioè Caldara e Spinazzola. Uno come Conti però lo prenderei a occhi chiusi».
La sua Fiorentina è ancora in lotta per un posto in Europa.
«Ci proveremo. Quest’anno c’è un po’ di malumore intorno al pianeta Fiorentina, ma visti i risultati non parlerei di annata negativa».
Regali un consiglio ad Andrea Della Valle.
«Dovrebbe venire più spesso a Firenze. Per ascoltare, capire gli umori, confrontarsi. Però vorrei anche che la parte di tifoseria più delusa smettesse di offendere i dirigenti, l’allenatore e i giocatori».
Le piace Pioli?
«È stato capitano della Fiorentina che gestivo da direttore generale. È un ottimo allenatore, preparato, equilibrato e serio. Mi ricorda il miglior Prandelli».
Come sarà la Fiorentina del futuro?
«Giovane, ambiziosa, decisa a restare nel giro europeo. Federico Chiesa è un gioiello in rampa di lancio e mi auguro di rivedere nel prossimo campionato il miglior Saponara».
L’Italia è in lotta per la qualificazione diretta al Mondiale in Russia.
«Siamo più forti della Spagna. Possiamo arrivare primi nel girone e fare un bel Mondiale. Poi, se i nostri talenti cresceranno nella maniera giusta, saremo la Nazionale da battere agli Europei del 2020».
Conte ha vinto un altro scudetto.
«Mi chiedo perché non abbia ancora alzato una Coppa. È questa la prossima sfida di Antonio. E il Chelsea è il club giusto per andare a caccia della Champions».
La squadra straniera che guarda con grande piacere?
«Ho un debole per il Tottenham».
I campioni che segue negli altri sport?
«Adoro Federer, facevo il tifo per Tiger Woods e seguo con ammirazione un Valentino Rossi che non invecchia mai».
Una persona con la quale le piacerebbe andare a cena?
«Papa Francesco. Avrei tante cose da chiedergli e, magari, potrei dargli qualche consiglio calcistico visto che a lui il pallone piace tanto».
Cosa regalerebbe alla sua Firenze?
«Firenze ha tutto. Il vero problema è che i fiorentini non lo sanno».