La Stampa, 16 maggio 2017
Vettel-Hamilton, una corsa a parte. Cinque gare alla stessa velocità
Se il campionato di Formula 1 fosse una corsa a tappe, a un quarto del percorso Sebastian Vettel sarebbe in vantaggio di 35’’ su Lewis Hamilton. Un distacco accumulato per intero nel Gran premio di Russia: scartando quell’unica gara in cui il pilota inglese litigò con la macchina dall’inizio alla fine, la situazione sarebbe di perfetta parità. Ci fosse in palio una maglia rosa o gialla, i due dovrebbero condividerla. Anche le vittorie si equivalgono: due a testa e sempre con distacchi al traguardo inferiori ai 10’’. È successo molte volte che tra compagni d squadra, dunque a parità di macchina, le distanze fossero ravvicinate, tipo l’anno scorso. Stavolta la sfida è tra team diversi.
Ferrari, errore di strategia
La Ferrari ha lavorato così bene durante l’inverno da recuperare esattamente lo svantaggio che aveva nel 2016, circa un secondo in qualifica e mezzo minuto in gara. Risultato: in pista se la sbrogliano i piloti, che non aspettavano altro. A parità di mezzi, domenica in Spagna sono arrivati per la prima volta alle ruotate. L’ha spuntata Hamilton, ma Vettel conserva sei punti di vantaggio in classifica e avrebbe qualcosa da recriminare sulla strategia adottata dal suo team (la Mercedes ha cambiato le gomme mentre la gara era neutralizzata dalla safety car virtuale, la Ferrari no).
L’ultimo precedente risale al 2012, quando il ferrarista Alonso e Vettel che allora guidava la Red Bull dopo cinque Gp si trovarono a parità di punti, 61 a testa. Ma le analogie finiscono lì: quella era una sfida a distanza, la Red Bull era più veloce, la Ferrari più regolare e non ci furono duelli feroci. Una sola volta i due protagonisti arrivarono primo e secondo e a distanza ravvicinata (9’’4 nel Gran premio d’India).
Red Bull pensa al 2018
Tanto è equilibrato il testa a testa tra Ferrari e Mercedes, quanto è sbilanciato quello con il resto del gruppo. Spariti i numeri due Raikkonen e Bottas, in Spagna il solo Ricciardo ha concluso la corsa a pieni giri, staccato di un minuto e 15’’. La situazione non cambierà, anzi: la Red Bull ha compiuto uno sforzo enorme (o, per lo meno, così ha lasciato a intendere) per portare a Barcellona una monoposto nuova, una sorta di versione B. Il tentativo è fallito (vedi Ricciardo) ed è da escludere che ne venga tentato un altro. La stagione è segnata: gran parte del lavoro d’ora in poi sarà rivolto al progetto 2018, nella speranza di avere tre squadre protagoniste e allargare lo spettacolo. Servirebbe anche un ripescaggio di Alonso, che da ieri è a Indianapolis per le prove libere della 500 Miglia (e a dimenticare la F1). Ma è chiedere troppo. Per ora godiamoci Vettel contro Hamilton. Prossimo appuntamento, il 28 maggio a Montecarlo.