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 2017  maggio 16 Martedì calendario

Verde. È l’avocado il super frutto dell’anno. Cocktail e spirito green. Eccessi inclusi

Un intero menù a base di avocado, un’intera vita in realtà perché in quest’estate verde il super frutto si è preso molto più di qualche ricetta. È diventato un modo di essere: ecologico, salutista, brillante, alternativo.
Più integralisti degli hipster, i divoratori di avocado lo hanno eletto come moda stagionale ed elevato a filosofia. Il frutto ha mille proprietà decantate da ogni nutrizionista anche se ormai la categoria è abituata a seminare cautela e quindi smorza l’elisir di salute nel nome della varietà alimentare. Ma è qui che l’avocado fa il suo scatto in avanti e si smarca dall’usurata etichetta di super food per diventare sinonimo di libertà. L’avocado sì, proprio il frutto tropicale: polpa magica, buccia da riciclare come crema idratante, cuore che può tornare utile per i reumatismi. Non si butta via niente. L’unico problema è che può creare dipendenza. Per poi scadere nella noia.
Bar a tema
Si parte dal colore, il greenery, tinta del 2017 che solo adesso trova la sua vera definizione. Secondo la spiegazione dei creativi sarebbe: «non propriamente fluo, non smeraldo, con una punta di giallo che lo rende davvero speciale». In pratica avocado. Invita a respirare, richiama il contatto con la natura. Satolli di avocado e disposti a un desiderio di rinnovamento che i più ingegnosi hanno saputo sfruttare subito.
Insieme alla vispa domanda sono nati i primi locali monotematici. L’idea arriva da Amsterdam però il successo da New York, targato Italia. Tre ragazzi, due di Prato, Alberto Gramini e Francesco Brachetti insieme con il modenese Alessandro Biggi, hanno sostituito le fette di avocado al pane, hanno creato cinque tipi di toast a ingrediente fisso e diffuso l’onda verde: un gioco via Instagram in cui le foto del guacamole inseguono quelle delle avouova. Il profilo si chiama «avocado show», è nato da poco e viaggia verso i 70 mila iscritti.
I tre intraprendenti spacciatori di avocado sono finiti sul New York Times prima ancora dell’apertura, menzione speciale per aver intercettato l’ultima passione in circolo. Ora la tendenza torna a casa: avocaderia a Roma, prossima apertura a Milano e gli infiltrati non sono ammessi, non c’è un piatto senza frutto verde e pure i cocktail sono variazioni di estratti.
Il rischio assuefazioni è dietro l’angolo, l’avocadomania può durare meno di una boyband, ma in questi mesi viaggia incontrastata e contamina persino il vocabolario.
Ogni brunch è dedicato a un unico ingrediente. Il frutto è sano eppure il pericolo è in agguato. In Gran Bretagna il pronto soccorso, stupito delle tante medicazioni alle mani, ha inventariato il «post-brunch surge». Una volta curavano gli effetti delle peggiori sbornie ora la sbadataggine di incisori compulsivi. A ogni generazione la sua droga. Tutti sappiamo tagliare un avocado, provate a ripetere il gesto per una mattina.
La foto della vita in verde poteva essere il kiwi o la zucchina, lo spinacio, ma lì non si esce dalla dieta, l’avocado è più intrigante. Contiene proteine, vitamine, fibre, in pratica garantisce da solo la sopravvivenza e si stacca dagli altri alimenti dalle mille doti. Essenziale, ruvido al tatto, morbido all’interno, misterioso, buono: l’elenco delle infinite virtù suona come un catalogo pensato dalle sorelle Kardashian ma prende le distanze dalla superficialità assoluta con un suo potere seduttivo. Tanto che si porta dietro un lato B.
Proteste ambientaliste
Gli ambientalisti protestano perché la coltivazione selvaggia (soprattutto in Messico e Costa Rica) può turbare l’ecosistema, il prezzo è triplicato vista la richiesta e Martha Stewart si è impossessata della deriva: tutto quello che puoi fare con un avocado. Consultare a vostro rischio e pericolo, potreste ritrovarvi a spaccare il seme per scavare l’essenza di giovinezza. Senza contare gli infiniti video tutorial che raccontano come maneggiarlo, quali piatti lo esaltano, quali ispirazioni possono stimolare.
Prima di ridere, o anche dopo è uguale, guardate il disegno di Chrispopher Niemann, illustratore del New Yorker che ha fuso il verde e il baseball con l’avocado-guantone, un concentrato, di vita americana. Troppo per un solo, mite, frutto. Non reggerà la pressione.