15 maggio 2017
APPUNTI PER GAZZETTA - LA MAFIA HA MESSO LE MANI SUI MIGRANTIREPUBBLICA.ITROMA - Il Cara di Crotone, uno dei più grandi d’Europa era in mano alla ’ndrangheta
APPUNTI PER GAZZETTA - LA MAFIA HA MESSO LE MANI SUI MIGRANTI
REPUBBLICA.IT
ROMA - Il Cara di Crotone, uno dei più grandi d’Europa era in mano alla ’ndrangheta. Da dieci anni. Su 103 milioni di euro di fondi Ue, che lo Stato ha girato dal 2006 al 2015 per la gestione del centro dei richiedenti asilo di Crotone, 36 sono finiti alla cosca degli Arena. Questo racconta l’ultima inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, in base alla quale questa mattina sono state fermate 68 persone, molte appartenenti appunto al clan Arena.
BUFERA SULL’UOMO DELLE MISERICORDIE. Agli arresti sono finiti anche Leonardo Sacco, presidente della sezione calabrese e lucana della Confraternita delle Misericordie, organizzazione che da dieci anni gestisce il Cara di Isola Capo Rizzuto, ed il parroco del paese, don Edoardo Scordio, entrambi accusati a vario titolo di associazione mafiosa, oltre a vari reati finanziari e di diversi casi di malversazione, reati aggravati dalle finalità mafiose. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri del Ros, guidati dal generale Giuseppe Governale, in collaborazione con i finanzieri della Tributaria di Crotone, Sacco avrebbe stretto accordi con don Scordio, parroco di Isola di Capo Rizzuto e tra i fondatori delle Misericordie, per accaparrarsi tutti i subappalti del catering e di altri servizi. Grazie a Sacco la ’ndrangheta sarebbe riuscita a mettere le mani sui fondi girati dal governo non solo per la gestione del Cara calabrese e di due Spraar aperti nella medesima zona, ma anche per quella dei centri di Lampedusa. Un affare da 30 milioni di euro: i cibi da preparare, gli operatori chiamati a lavorare nel centro, le lavanderie industriali per pulire lenzuola e tovaglie. Tutto in mano ai clan. ’Ndrangheta, maxi operazione contro la cosca Arena: controllavano il Cara di Crotone Condividi "IL SISTEMA DI SFRUTTAMENTO DEL PARROCO". In tale quadro, una somma consistente veniva distribuita indebitamente al parroco della Chiesa di Maria Assunta, a titolo di prestito e pagamento di false note di debito: solo nel corso dell’anno 2007, per servizi di assistenza spirituale che avrebbe reso ai profughi, ha ricevuto 132 mila euro. Don Scordio, ritenuto il gestore occulto della Confraternita della Misericordia, è emerso quale organizzatore di un sistema di sfruttamento delle risorse pubbliche destinate all’emergenza profughi, riuscendo ad aggregare le capacità criminali della cosca Arena e quelle manageriali di Leonardo Sacco al vertice della citata associazione benefica, da lui fondata.
LEGGI ’Ndrangheta, 3,5 mln a don Scordio: dieci anni di ’restituzione prestiti’ e ’donazioni’
Sotto la lente degli investigatori la Quadrifoglio srl di Pasquale Poerio, cugino del presidente della ditta ’la Vecchia Locanda’ che fino al 2011 si occupava del catering per i migranti ospiti del Cara. Un contratto rescisso in fretta e furia quando i contatti del presidente Antonio Poerio con uomini della ’ndrangheta locale hanno indotto la prefettura a sospendere il certificato antimafia alla società. A sostituirla - e forse non a caso - con quella del cugino. Ma questi non sarebbero gli unici rapporti "imbarazzanti" del presidente Sacco. Per gli investigatori, non è per nulla casuale che il capannone della protezione civile della Misericordia sia quello un tempo appartenuto a Pasquale Tipaldi, uomo di spicco del clan Arena ucciso nel 2005, e oggi ancora in mano ai suoi parenti. Leonardo Sacco, il mr Misericordia ’amico’ dei potenti Navigazione per la galleria fotografica 1 di 7 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow
LE "AMICIZIE" CON ALFANO E BIANCHI. Rapporti che per lungo tempo Sacco sarebbe riuscito a tenere sotto traccia, mentre non esitava a mostrarsi in compagnia di politici e uomini delle istituzioni. Considerato vicino alla parlamentare Dorina Bianchi, come alla famiglia dell’attuale ministro degli Esteri, Angelino Alfano, qualche anno fa Sacco è finito nell’occhio del ciclone per aver indicato Lorenzo Montana, cognato del fratello di Alfano, per dirigere la struttura di Lampedusa. Un incarico che l’uomo, funzionario dell’Agenzia delle Entrate, dunque senza esperienza per quel ruolo, non ha ricoperto per molto. Si è dimesso poco dopo a causa delle polemiche. Anche in Calabria però Sacco ha sempre goduto di stima, protezione e potere, tanto da entrare - in quota politica - all’interno del Cda della società che per lungo tempo ha gestito l’aeroporto di Crotone.
Leonardo Sacco (al centro) con Angelino Alfano
Condividi LA PAX MAFIOSA. L’inchiesta "Johnny" del procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri e dell’aggiunto Vincenzo Luberto ha scoperto che proprio l’elevato flusso di finanziamenti pubblici riservati all’emergenza migranti ha finito per costituire la principale motivazione della pax mafiosa tra le cosche Arena e Dragone contrapposte ai Nicoscia e Grande Aracri che, nel primo decennio del 2000, si erano rese protagoniste di un cruento conflitto degenerato in numerose uccisioni e scontri a fuoco. La faida, infatti, cessava proprio quando andava a regime il sistema di drenaggio di denaro pubblico derivato dagli appalti per la gestione del centro accoglienza e le risorse venivano così spartite tra le famiglie mafiose.DON SCORDIO
ROMA - In dieci anni, don Edoardo Scordio si è messo in tasca 3,5 miloni di euro. Denaro drenato dalle casse del Cara di Crotone per mano di Leonardo Sacco, il ras della Misericordia di Isola Capo Rizzuto accusato di essere uomo al servizio della cosca degli Arena.
Ogni anno, dal 2006 al 2015, la parrocchia di Maria Assunta avrebbe ricevuto soldi in contanti e in assegni. "Restituzione prestiti", "saldo note di debito", "donazioni": giustificazioni diverse e - secondo i magistrati antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri e Vincenzo Luberto - totalmente inventate.
Cominciano nel 2006, quando la Misericordia smette di gestire il centro gratuitamente e ottiene l’appalto dalla prefettura di Crotone. Lo Stato allora gli gira 1,4 milioni di euro, Sacco ne storna la metà per consegnarli alle aziende colluse e 57.200 li versa a don Scordio. Nel 2007 stesso canovaccio: entrano 8,3 milioni, Sacco ne sottrae 3 e dà alla parrocchia Maria Assunta di Isola Capo Rizzuto 653mila euro. Si va avanti così, anno dopo anno.
LEGGI ’Ndrangheta, assalto ai fondi Ue e all’affare migranti; 68 arresti. Coinvolti un sacerdote e il capo della Misericordia
Ancora nel 2014: incassano 14 milioni per la gestione del Cara, se ne tengono 4,8 per loro, magicamente a don Scordio arriva una elargizione da 400mila euro. Con le motivazioni più assurde. Ad esempio venivano sottratti i fondi con cui avrebbero dovuto comprare i giornali per i migranti in attesa della richiesta di asilo con la scusa che "i giornali sono beni deperibili": meglio dunque dare direttamente i soldi al parroco.
Edoardo Scordio, 70 anni, ricorda da vicino un altro don incline a mescolare fede e denaro frusciante: il sacerdote frusinate Evaldo Biasini, ribattezzato don Bancomat per i suoi affari con la cricca dei grandi appalti dei quali custodiva pure la cassaforte. Il prete della Misericordia, invece, i soldi pare averli consegnati a suo fratello che vive in Svizzera: secondo alcune testimonianze agli atti dell’inchiesta "Johnny" condotta dai carabineri del Ros, sono stati depositati in conti svizzeri.
Sui rapporti di vecchia data tra il sacerdote e Leonardo Sacco c’è anche chi sostiene che andassero al di là degli affari. Secondo Giuseppe Giglio, un collaboratore le cui rivelazioni hanno permesso agli inquirenti di sollevare il coperchio del Cara di Crotone, negli ambienti mafiosi si dice che Sacco "sia effettivamente il figlio naturale del parroco di Isola". Dicerie che, al momento, rimangono tali.
Così come è al vaglio dei magistrati la verifica di una circostanza, che riguarda ancora don Scordio, emersa durante una intercettazione ambientale captata il 17 giugno 2016. Antonio Poerio, imprenditore arrestato, lo definisce del tutto "incapace di gestire il denaro" che spreca in "acquisti futili". Non solo: don Scordio, durante le feste padronali, "pretenderebbe addirittura 200 euro per ogni fedele". Una sorta di quota di partecipazione alla cerimonia.
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IL CARA DI CROTONE STA IN REALTA’ A ISOLA CAPO RIZZUTO, A 15 CHILOMETRI DALLA CITTA’. È STATO COSTRUITO NEL 1999 AL POSTO DELL’AEROPORTO
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mentre nei Cara vengono ospitati i migranti che hanno richiesto protezione internazionale. Nei Cie, invece, sono sorvegliati quelli che aspettano di essere espulsi dall’Italia. A questi, secondo quanto stabilito con la roadmap italiana studiata nel 2015, si sono aggiunti gli hotspot: strutture che permettono un’identificazione più rapida degli arrivi grazie anche alla collaborazione di personale europeo. La mappa delle diverse realtà nel nostro Paese
COMUNICATO MISERICORDIE
Conclusa l’Assemblea Nazionale delle Misericordie svoltasi ad Assisi, abbiamo appreso con forte preoccupazione del fermo di Don Edoardo Scordio e di Leonardo Sacco rispettivamente Correttore e Governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto. Otto secoli di storia non vengono cancellati da fatti, seppure presunti, così gravi e pesanti, continueremo a dare le risposte ai cittadini e alla popolazione più debole dando continuità ai servizi svolti dalla Misericordia non facendo mancare la risposta ai bisogni di assistenza e di carità. Confermiamo la nostra totale fiducia nell’operato dell’Autorità Giudiziaria auspicando una rapida conclusione delle indagini. Annunciamo già da adesso il Commissariamento della Misericordia di Isola Capo Rizzuto e della Federazione Regionale Calabrese. Peraltro la gestione del centro di Isola Capo Rizzuto è da tempo affidata al consorzio “Opere di Misericordia” con sede a Firenze che continuerà i propri compiti nell’interesse degli ospiti secondo i principi che ci contraddistinguono. Dal pomeriggio di oggi il consigliere nazionale Alberto Corsinovi sarà sul posto.
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Sono stati 2592 le Sorelle ed i Fratelli delle Misericordie italiane coinvolti nell’emergenza terremoto in centro Italia.
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Da ben 8 secoli l’azione delle Misericordie è diretta a soccorrere chi si trova nel bisogno e nella sofferenza, con ogni forma di aiuto possibile, sia materiale che morale. Assistenza e aiuto alla persona sono da sempre gli scopi principali: in particolare, le attività che le Misericordie offrono alla comunità, collaborando in molte occasioni ed altre realtà di volontariato, vanno dal trasporto sanitario alla protezione civile, dall’assistenza sociale alle onoranze funebri.
Il Movimento è aperto a tutti: uomini e donne dai 16 agli 80 anni che vogliano dare il loro contributo, ispirato al Vangelo e alle Opere di Misericordia, possono diventare confratelli e consorelle e far parte di una Confederazione Nazionale che oggi è una delle più grandi e antiche entità federative del Paese nell’ambito del Volontariato.
La Confederazione riunisce oggi oltre 700 confraternite, alle quali aderiscono circa 670 mila iscritti, dei quali oltre 100 mila sono impegnati permanentemente in opere di carità (i confratelli cosiddetti "attivi"). Sono diffuse in tutta la penisola e la loro azione è diretta, da sempre, a soccorrere chi si trova nel bisogno e nella sofferenza, con ogni forma di aiuto possibile, sia materiale che morale. In particolare, sono così distribuite:
700 ConfraterniteSibh vulputate vivamus
670.000 IscrittiDuis vulputate nibh sit
100.000 Conf. attiviImpegnati in opere di carità
Da ben 8 secoli l’azione delle Misericordie è diretta a soccorrere chi si trova nel bisogno e nella sofferenza, con ogni forma di aiuto possibile, sia materiale che morale. Assistenza e aiuto alla persona sono da sempre gli scopi principali: in particolare, le attività che le Misericordie offrono alla comunità, collaborando in molte occasioni ed altre realtà di volontariato, vanno dal trasporto sanitario alla protezione civile, dall’assistenza sociale alle onoranze funebri.
Il Movimento è aperto a tutti: uomini e donne dai 16 agli 80 anni che vogliano dare il loro contributo, ispirato al Vangelo e alle Opere di Misericordia, possono diventare confratelli e consorelle e far parte di una Confederazione Nazionale che oggi è una delle più grandi e antiche entità federative del Paese nell’ambito del Volontariato.
La Confederazione riunisce oggi oltre 700 confraternite, alle quali aderiscono circa 670 mila iscritti, dei quali oltre 100 mila sono impegnati permanentemente in opere di carità (i confratelli cosiddetti "attivi"). Sono diffuse in tutta la penisola e la loro azione è diretta, da sempre, a soccorrere chi si trova nel bisogno e nella sofferenza, con ogni forma di aiuto possibile, sia materiale che morale. In particolare, sono così distribuite:
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