Libero, 15 maggio 2017
Mai più calvi o con i capelli grigi
State perdendo i capelli o siete già calvi? La vostra chioma si sta ingrigendo o non ne potete più degli shampoo coloranti e delle tinture dal parrucchiere per coprire la ricrescita bianca? La colpa è tutta di una sola microscopica proteina, che racchiude il segreto della crescita dei capelli e la responsabilità dell’incanutimento. Portate pazienza e soprattutto affidatevi alla scienza, perché presto risolverà definitivamente la vostra canizie, la vostra alopecia, insomma il vostro problema. Mai più capelli trovati sul cuscino la mattina, e mai più peli bianchi in testa e sul corpo.
Individuata per puro caso, durante una accurata ricerca sui tumori maligni, la cellula che fa cadere ed ingrigire i nostri capelli é stata riconosciuta con certezza e blindata in un laboratorio della Texas University Southwestern Medical Center, ed i ricercatori autori della scoperta l’hanno immediatamente isolata, testata e sperimentata, intuendone da subito la straordinaria importanza per milioni di persone nel mondo che soffrono di calvizie incipiente o definitiva.
Durante uno studio sulla Neurofibromatosi di tipo 1, una malattia genetica rara che provoca lo sviluppo di alcuni tumori, pubblicato nella rivista scientifica Genes & Development, gli scienziati si sono concentrati su una proteina, la KROX20, finora associata al solo sviluppo dei nervi, poiché hanno notato che attivando questa molecola chimica incredibilmente si avviava anche lo sviluppo e la crescita spontanea del capello. I ricercatori hanno quindi stimolato la produzione di questa proteina nel bulbo pilifero di topi da laboratorio, osservando con stupore la crescita incessante del loro pelo, mentre disattivando la stessa proteina, od eliminandola del tutto, i topi in questione perdevano la loro pelliccia diventando completamente glabri.
E non è finita qui. I medici texani hanno anche evidenziato che questa proteina, normalmente presente sulle cellule della pelle, se stimolata a produrre l’SCF, il fattore di crescita delle cellule staminali, quelle progenitrici dei capelli, restituiva a questi il loro colore originale, mentre quando veniva eliminato tale fattore, i peli diventavano progressivamente tutti bianchi.
Ora, gli animalisti non vengano a dirmi che fare esperimenti sui topi sia una crudeltà, e che sarebbe meglio farli vivere lontano dai laboratori, magari liberi di scorrazzare nelle strade di Roma, perché grazie a loro sono state possibili intuizioni e scoperte di questo genere, ed anche perché tra i denigratori della ricerca sugli animali ci saranno migliaia di calvi infelici di esserlo, e molti di loro sarebbero d’accordo a studiare il pelo di un ratto per veder ricrescere i capelli della loro passata gioventù.
Questa intuizione scientifica del tutto casuale e non ancora pubblicizzata, potrebbe avere delle potenzialità straordinarie, poiché permetterebbe, in un futuro molto vicino, l’identificazione di trattamenti terapeutici contro la calvizie e l’incanutimento, con risultati di rilievo ed eco mondiale. Era già noto che le cellule staminali epidermiche, ovvero cellule non specializzate, fossero le progenitrici dei bulbi piliferi e dei capelli, ma non se ne conosceva il meccanismo, sul quale invece oggi fa piena luce lo studio in questione.
Ed osservare questa ricerca applicata sui ratti, che hanno molto in comune con gli umani, e dimostrare che la loro pelliccia diventa completamente bianca depotenziando il gene SCF dalle cellule progenitrici del pelo, e che addirittura la stessa copertura pilifera cada pelo per pelo e scompaia del tutto eliminando le cellule produttrici del KROX20, è un risultato esaltante per quegli scienziati che hanno passato molti mesi chini sui microscopi, poiché loro hanno dimostrato che rendendo il processo reversibile si può provocare la completa ricrescita dei peli, e volendo anche con la loro tonalità originale e genetica conservandola permanentemente.
L’obiettivo dei ricercatori texani è chiaramente quello di testare la loro scoperta su cellule umane in laboratorio, per poi applicarla sull’uomo, ma la strada scientifica ormai è segnata, e sarà necessaria solo un po’ di pazienza a chi vorrà far ricrescere i propri capelli perduti e a chi non vorrà più trovarne nemmeno uno bianco in testa.
Certo, forse noi donne saremo private del fascino irresistibile dell’uomo brizzolato, ma di sicuro ce ne faremo una ragione, nostalgica, sentimentale o scientifica che sia.