la Repubblica, 14 maggio 2017
E lady Draghi diventa madrina del Made in Italy
BARI Sistema il ciuffo ribelle del marito, paparazzata dai fotografi di tutto il mondo. Canta “Volare” davanti alla statua di Domenico Modugno, con le braccia aperte a simulare il mito. Prepara a mano orecchiette e cavatelli nel borgo antico di Bari. S’intrufola nella tomba del santo patrono della città, San Nicola. Serena Draghi è la first lady che non t’aspetti. Esce dall’ombra e conquista tutti. «Vi prego, non mi riprendete, mio marito mi chiede di mantenere una certa riservatezza», confessa ai giornalisti che la marcano stretta nei giorni del G7 finanziario di Bari. Il protocollo da rispettare e la scorta blindata non ne appannano l’estro. «Con il suo cellulare ha fotografato la donne anziane per strada, che le chiedevano di portare aiuto ai disoccupati – raccontano i dirigenti del Comune di Bari – Prima le ha abbracciate e baciate, poi ci ha inviato via WhatsApp i suoi scatti, con la preghiera di farli recapitare alle signore». I riflettori su Maria Serenella Cappello, si accendono durante la cerimonia di apertura del G7. Sul red carpet del teatro Petruzzelli, la signora Draghi si affretta a riordinare il ciuffo del presidente della Banca centrale europea, scompigliato dal vento. «Mio marito Mario mi ha rimproverata, lui ama la riservatezza», ripete all’indomani commentando la tenera foto finita su tutti i giornali. Ma lei non riesce a restare nell’ombra. In tour a Polignano – paese di Domenico Modugno – si esibisce su una terrazza sul mare, durante il cocktail riservato. Il pubblico d’eccezione è quello delle mogli dei ministri dell’economia del G7. L’accompagna con la chitarra un artista locale. «Io amo cantare», sorride tra gli applausi. La curiosità poco ingessata della signora Draghi non si ferma neppure nella cripta del santo patrono. «Ha chiesto e ottenuto dal priore della Basilica di San Nicola il permesso di entrare in un luogo sacro e riservatissimo – raccontano tra lo stupore delle altre delegazioni – e si è stesa per infilarsi nel sarcofago che contiene le ossa del santo, per guardarle da vicino».