Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  maggio 14 Domenica calendario

L’amaca

Se fosse ancora possibile discutere civilmente di immigrazione, Serracchiani non sarebbe stata messa allo spiedo dai suoi né arruolata dai fascisti di Forza Nuova. Perché ha detto, con qualche goffaggine, una cosa che in molti sentiamo essere vera: chi è ospite e riceve assistenza ha degli obblighi di comportamento. E quando li disattende, crea uno scandalo che va a colpire pesantemente il patto di ospitalità. Lo tradisce. E tradisce chi gli ha aperto le porte.
Sono, in materia di immigrazione, un estremista. Chiedo per i migranti il massimo dei diritti e il massimo dei doveri. Li andrei a prendere con i charter e con le navi, sottraendoli allo schifoso dominio dei negrieri. Spenderei per loro il doppio e il triplo di quanto l’Europa tirchia spende. Li tratterei da fratelli che hanno bisogno di aiuto e di quattrini. Darei loro la cittadinanza e il diritto di voto dopo pochi anni, se pagano le tasse e rispettano le leggi. Costruirei moschee quante ne servono. Estenderei a chi arriva lo stesso patto sociale che lega noi indigeni. In cambio chiederei loro, con intransigenza assoluta, il rispetto delle nostre leggi. E capisco perfettamente l’avvilimento e l’ira di chi si sente colpito a tradimento dalle persone che sta aiutando.