la Repubblica, 13 maggio 2017
L’amaca
La rissa politica attorno ai rifiuti di Roma è avvilente. La monnezza esonda per il combinato disposto tra imprevidenza (di varie amministrazioni), malaffare (di varie amministrazioni), inciviltà di molti cittadini, abitudini di consumo dementi (si pensi agli imballaggi, agli sprechi alimentari, all’usa e getta compulsivo). Una catastrofe sociale che ha radici profonde. Usarla come uno straccio sporco da buttare in faccia al nemico politico è meschino e anche un poco vile, ed è quanto fanno regolarmente i partiti di opposizione, salvo poi indignarsi, quando vanno al governo, non appena qualcuno rivolge loro le stesse identiche accuse che avevano rivolto agli altri.
Cinquestelle e Pd, a parti rovesciate, si scaricano addosso una soma che dovrebbe essere di tutti, inclusa, naturalmente, la penosissima Giunta Alemanno, la peggiore dai tempi della decadenza dell’Impero. La manifestazione del Pd per raccogliere i rifiuti di Roma rientra perfettamente nella logica, logora, del rinfaccio. Quando a raccogliere i rifiuti ci vanno le associazioni, le scuole, gli ambientalisti, non c’è sospetto di speculazione politica. Quando ci vanno i partiti con le loro bandiere, il sospetto è inevitabile.