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 2017  maggio 15 Lunedì calendario

Chiantibanca, Bini Smaghi battuto

Urla, insulti, minacce, code, amicizie rovinate, pezzi di pizza mangiati in piedi in attesa di votare. L’assemblea di ChiantiBanca è stata tutto questo e al termine di una giornata convulsa, trova anche il colpo di scena: la lista capeggiata dall’attuale presidente Lorenzo Bini Smaghi che avrebbe dovuto traghettare l’istituto in acque più sicure dopo le perdite fatte emergere da una durissima ispezione Bankitalia, perde e va a casa. Quella concorrente, che secondo gli avversari nascondeva la “continuità” con la passata gestione dell’istituto vince e si prende – o riprende – il piccolo istituto cooperativo che ambiva a diventare le nuova banca regionale dopo la crisi di Mps ed Etruria.
Che non sarebbe stata una giornata facile è apparso chiaro da subito. Le settimane scorse d’altra parte avevano visto scambi di accuse e colpi bassi da entrambe le parti. E alle 8.30, un’ora prima dell’inizio, fuori dalla ObiHall di Firenze c’erano già circa mille persone in coda per farsi registrare, accanto a qualche decina di adolescenti assonnati che fin dall’alba si erano sistemati davanti a un altro ingresso in attesa di poter entrare per il concerto di Benji e Fede, in programma ieri sera nella stessa struttura alle porte del capoluogo toscano.
E che il clima fosse teso è stato chiaro quando intorno alle 10 Bini Smaghi ha aperto l’assemblea, tra le proteste di alcuni dei presenti perché fuori almeno 500 soci erano in attesa di registrarsi. Bini Smaghi legge una lettera di Bankitalia estremamente dura: via Nazionale «si riserva ogni ulteriore intervento a tutela del sano e futuro funzionamento della banca». E ancora: «Fondamentali sono le scelte che l’assemblea farà oggi e l’adesione a Cassa centrale banca, funzionali a dare certezze».
Tra i primi a prendere la parola l’ex dg, Andrea Bianchi, costretto a dimettersi il 10 marzo scorso (insieme a 5 consiglieri di amministrazione), pochi giorni prima che il presidente annunciasse che il bilancio 2016 si era chiuso con un passivo di 90,4 milioni di euro per effetto di rettifiche sui valori dei crediti erogati negli anni precedenti. Mentre montava la contrapposizione tra le due parti in campo, Bianchi ha respinto le accuse che Bini Smaghi aveva rivolto a lui (che lo aveva voluto come presidente un anno fa) e al passato cda. Parlare così degli «amici non è piacevole ed è doloroso», ha detto Bini Smaghi prima di leggere la lettera di Bankitalia ai soci. Nel caos dell’assemblea c’è chi la butta in politica: i nemici accusano Bini Smaghi di aver voluto fare il renziano e aver perso per questo. Dall’altra parte si replica che gli amici dell’ex premier sostenevano semmai la lista che ha poi vinto.
Alla fine, dopo aver votato a larghissima maggioranza tutti gli altri punti all’ordine del giorno compresa l’adesione a Cassa centrale, i 2774 soci presenti (in proprio o per delega) si spaccano sul nuovo consiglio. E scelgono di non rinnovare la fiducia a Bini Smaghi con 1.519 voti contro 1.178. Il banchiere, ex Bce, presidente di Societe Generale e di Italgas, era stato chiamato un anno fa alla presidenza. Avrebbe dovuto traghettare ChiantiBanca alla trasformazione in spa e l’uscita dal movimento delle Bcc grazie alla riforma del settore. Fino a una massiccia espansione che avrebbe dovuto trasformarla in banca regionale. Progetto finito in un cassetto da mesi, dopo l’ispezione di Bankitalia che ha fatto emergere pesanti perdite sui crediti, eredità anche di una robusta campagna di acquisizioni. Da qui la giravolta: via il vecchio dg e adesione al polo delle Bcc di Cassa centrale banca. Invece Binismaghi esce di scena e al suo posto dovrebbe andare un certo Cristiano Iacopozzi. Adesso la parola torna a Bankitalia, che vigilerà se il cda eletto sarà in grado di assicurare la discontinuità richiesta.