Corriere della Sera, 14 maggio 2017
Gli hotel denunciano la concorrenza sleale: 110 mila alloggi sono fuori controllo
RAPALLO Il caso più emblematico è quello di Rapallo, gioiellino del Tigullio. Qui è fortissimo il «pressing» per fare emergere il «sommerso nel turismo»: ovvero gli alloggi offerti sui grandi portali web. Sono oltre 110 mila, da Nord a Sud della penisola, quelli che sfuggono ai controlli secondo un dossier elaborato da Federalberghi con tanto di elenchi nominativi. Così a Rapallo squadre di vigili urbani in borghese si appostano fuori dai supermercati per «interrogare» i villeggianti che fanno la spesa: «Dove alloggiate? Chi vi ha offerto casa?». Poi arrivano gli accertamenti telefonici – fingendosi clienti interessati – con chiamate agli affittacamere: «Quanto si paga ad agosto? Quanti posti letto ci sono?». E infine l’esplicita richiesta – l’invito via mail compare sul portale ufficiale del Comune – a segnalare, anche anonimamente, chi offre casa sui siti online specializzati.
Ieri all’hotel Excelsior, nella hall con vista sul Golfo dove si è riunita l’assemblea generale di Federalberghi – il «parlamento» dell’associazione che conta 27 mila associati dal Trentino alla Sicilia – il sindaco della cittadina ligure Carlo Bagnasco, farmacista, ha illustrato il risultato della sua offensiva: «Due anni fa avevamo sei case censite. Ora siamo a 250. Ma sul web vediamo ancora offerte per 500 alloggi».
Numeri per i quali è stato applauditissimo dagli albergatori presieduti da Bernabò Bocca – torinese, titolare di una catena di 11 hotel e 500 addetti impiegati in tutta Italia – che ieri ha presentato i dati del dossier sulla «shadow economy», il sommerso nell’alberghiero, messo a disposizione «delle autorità investigative e delle amministrazioni pubbliche».
«Siamo oltre al livello di guardia e il fenomeno danneggia tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono le nuove forme di accoglienza in modo corretto» è l’allarme lanciato dall’imprenditore. Che nella ricerca con liste, nomi e indirizzi elaborata dall’istituto «Incipit consulting» ha puntato il dito soprattutto contro Airbnb. «Sul portale delle offerte turistiche, ad aprile 2017 erano disponibili 214.483 alloggi. Una crescita esponenziale inarrestabile: erano 42.804 nel 2016 e l’aumento è stato, in 12 mesi, del 25,6 %». Roma in testa con 25.753 annunci, poi Milano (14.523) e Firenze (6.992).
Ma nell’ultimo censimento Istat il numero degli affittacamere, agriturismi e bed and breakfast ammonta a 103.450. La conclusione è che «si può certificare l’esistenza di 110.000 alloggi che sfuggono a ogni controllo». Uno scenario «intollerabile: con centinaia di appartamenti affittati senza regole, garanzie per i consumatori, tutele per i lavoratori. E senza che venga pagato un centesimo di tasse».
Confedilizia (associazione dei proprietari di casa) parla di «affermazioni folkloristiche: Federalberghi chiama sommerso il legittimo diritto alla proprietà tramite locazione». Ma Bocca rincara: «Altro che periodi limitati... Quelle proposte inquinano il mercato. La maggior parte degli annunci si riferisce ad alloggi disponibili oltre sei mesi, provenienti da persone che in alcuni casi offrono addirittura centinaia di case». Tutti «nomi e cognomi che se ci saranno richiesti forniremo agli enti addetti ai controlli» avverte il direttore generale di Federalberghi Alessandro Nucara: «Chi non ha niente da nascondere non ha niente da temere. Per tutti gli altri, è venuto il momento di pagare le tasse».
Però a Rapallo avviare l’operazione trasparenza non è stato per niente facile: l’assessore al turismo Elisabetta Lai che ha coordinato gli accertamenti racconta di avere «subito ripetute minacce». Ma l’esperienza verrà replicata in tutta la Liguria dove il governatore Toti ha avviato il progetto «Big data»: ovvero un accordo con Tim che consentirà di monitorare in tempo reale, grazie al controllo sulle celle telefoniche, il flusso dei turisti. E da qui capire se saranno ospiti negli alloggi della «shadow economy».