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 2017  maggio 13 Sabato calendario

Fininvest più forte in Mediaset. Sale al 41% dei voti

Fininvest stringe la presa su Mediaset salendo al 39,53% del capitale, attraverso l’acquisto di 15 milioni di azioni, ovvero l’1,27% del capitale. Gli acquisti sono avvenuti tra il 20 aprile e l’11 maggio, ha spiegato in un comunicato la holding della famiglia Berlusconi che porta al 41,09% i diritti di voto in suo possesso, visto che la stessa Mediaset ha in pancia il 3,79% di azioni proprie.
Fininvest ha deciso di muovere non appena si è aperta la possibilità di tornare sul mercato. La holding guidata da Marina Berlusconi ha infatti un vincolo che consente l’acquisto di azioni fino a un massimo del 5% di Mediaset ogni 12 mesi. Lo scorso aprile aveva comprato l’1,27% e, passati i 12 mesi ha acquistato. La prossima finestra per gli acquisti si aprirà a dicembre e Fininvest avrà la possibilità di incrementare ancora la quota fino al 43,2%. Al netto del buy back sul 10% di Mediaset per il quale il consiglio del Biscione chiederà delega alla prossima assemblea dei soci.
Fininvest non ha spiegato il motivo degli acquisti, ma il messaggio sembra piuttosto chiaro: la holding della famiglia Berlusconi non intende mollare nella battaglia con Vincent Bolloré, che attraverso Vivendi ha acquistato il 29,9% dei diritti di voto di Mediaset. Una blindatura, insomma, nonostante l’AgCom abbia imposto al finanziere francese di scendere o nel capitale di Cologno o in Tim, di cui ha il 24%. Vivendi tuttavia non ha ancora detto cosa intende fare. Intanto però Bolloré ha serrato la presa su Vivendi annunciando giovedì un’offerta per rilevare Havas, di cui lo stesso finanziere ha il 60%,e dalla quale incasserà 2,4 miliardi preparando al contempo il terreno per far salire il figlio Yannick alla guida della media company. Una manovra che ha l’aria di una mossa preparatoria. In vista di cosa, non si sa ancora.
Anche se è difficile, non si può escludere che da avversario Bolloré possa tornare ad essere un interlocutore. È vero che si sono delle cause di mezzo, con pesanti richieste di danni, ma c’è di mezzo anche un business che oltre a richiedere importanti investimenti in tecnologia, sta vivendo un momento di importante trasformazione e tanto Mediaset quando Vivendi, magari coinvolgendo anche Tim, potrebbero trovare insieme una forte leadership. Che era poi l’idea originaria che aveva portato all’accordo di aprile tra Silvio Berlusconi e Bolloré, poi stracciato dai francesi.
Secondo diversi osservatori, portando Havas dentro Vivendi, un successivo accordo con il Biscione coronerebbe il progetto di Bolloré per la creazione di una media company europea. Havas, leader nell’advertising, sarebbe perfettamente complementare al business pubblicitario di Publitalia mentre i contenuti, insieme alla piattaforme digitali del Biscione, posizionerebbero Vivendi al vertice del mercato continentale.