Corriere della Sera, 13 maggio 2017
Il (tuo) mondo in un metro quadrato. Quelli che usano l’hotel delle cose
«È tempo di togliere dal deposito i poster di Hillary presidente». Una campagna spiritosa quella di Manhattan mini storage, azienda americana leader nel settore dei self storage. Un servizio importante a New York utile a chi trasloca e a chi fa il cambio di armadio. In Italia il pubblico fatica ancora a capire cosa si cela dietro a quelle due parole lontane dal nostro vocabolario. Si tratta di box di metrature diverse in cui depositare il corredo della nonna, lo scooter scalcinato, libri, mobili e qualsiasi altro oggetto ingombrante. «Siamo entrati in questo mercato alla fine degli anni Novanta e oggi gestiamo 23 impianti con box da uno a 100 metri quadrati. Siamo presenti in ogni provincia, da Torino a Treviso e le prossime aperture saranno Trento e Bolzano», dice Cesare Carcano, presidente di Casaforte, azienda leader in Italia i cui self-storage sono conosciuti come gli «hotel delle cose» (con i suoi 15.500 mq si fa notare quello di Milano prossimo all’autostrada dei laghi, aperto nel 2000 nello storico edificio della Pelikan) uno slogan fortunato. «Contiamo di espanderci anche al Sud dove abbiamo un impianto a Foggia», aggiunge Carcano.
Easybox (www.easybox.it) è presente in sette città (3 impianti a Milano, 2 a Roma, 1 a Genova e 1 a Torino). «Negli Stati Uniti, un cittadino ogni 10 usa un self-storage, sono ormai parte della quotidianità. Qui, in Italia, ci aspettiamo una grande crescita, specialmente nelle aree a maggiore densità di popolazione», dice Marc Studholme, dirigente della catena che offre 40 diverse tipologie di depositi. Il box di un metro quadrato è venduto per 10 euro alla settimana, quelli più popolari vanno dai 3 ai 10 metri quadrati per circa 30 euro la settimana. Il mercato si rivolge a studenti, divorziati, famiglie, ma anche alle aziende. «Casaforte affitta box a partire da 1,50 euro al giorno. Contratto minimo un mese, si rinnova automaticamente», spiega Carcano.
Quali le caratteristiche di questi depositi? «Sono temporanei, un box può essere disdetto in qualunque momento. Sono flessibili, cioè si può cambiare tipologia in base al bisogno». Sono anche sicuri? In generale, gli impianti sono sorvegliati da telecamere collegate a servizi di vigilanza privata. Ogni cliente accede al proprio box in qualsiasi momento del giorno o della notte attraverso l’uso di un codice e una scheda. «Chiunque può diventare cliente», dice Giovanni Tronchin che nel 2011, insieme a Saverio Monti, ha riconvertito un edificio di 3.000 metri quadri di proprietà della Neffas, una grande azienda di famiglia che lavorava il metallo, nel Self Storage Milano Est. «La nostra lezione della crisi è stata “reinventarsi”, pensando a una riqualificazione dei nostri immobili – dice Tronchin —. Facciamo più attenzione alle nuove tipologie di servizi richiesti e stiamo investendo in tecnologia. Più dell’80% dei nostri 500 box sono coperti mensilmente, con una clientela trasversale in cui emergono anche le start-up. Si parte dal metro quadrato per un euro al giorno fino a box di 50 metri a 500 euro al mese + Iva».
Self storage sono sorti anche nelle piccole città. A Pietrasanta (Lucca), da dieci anni è attivo Deposito spazio più. «La mia area d’intervento si estende da Camaiore fino a Massarosa – dice il proprietario Serafino Coluccini – Affitto box di dimensioni dai due ai 50 metri quadrati. Sono più richiesti durante le ristrutturazioni».
Al mare, in montagna o in città, se siete persi in mezzo ad un trasloco o non sapete dove depositare la collezione di fumetti, i self storage possono dunque fare per voi, aiutandovi almeno a tirare un respiro di sollievo.