Corriere della Sera, 13 maggio 2017
Prigioniero 2 anni in Mauritania: torna a casa il bodyguard milanese
ROMA Cristian Provvisionato è atterrato ieri sera all’aeroporto di Ciampino con un volo militare proveniente da Nouakchott, capitale della Mauritania. La guardia del corpo di Cornaredo (Milano) è stata liberata dalle autorità africane dopo 21 mesi di detenzione, al termine di un forcing diplomatico e politico guidato dal ministro degli Esteri, Angelino Alfano.
«È una notizia molto buona e importante, un gran risultato dopo tanto tempo», ha commentato il capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha definito la liberazione di Provvisionato «il successo di un lavoro lungo e complicato». A riportare il bodyguard in Italia è stato il sottosegretario agli Esteri, Enzo Amendola, che in un tweet ha ringraziato le autorità mauritane e la squadra della Farnesina.
Provvisionato, 43 anni, era partito nell’agosto del 2015 per la Mauritania, incaricato da una società milanese, la Vigilar Group, di sostituire un collega. Ma era stato arrestato dopo pochi giorni, coinvolto nell’accusa di truffa informatica da parte del governo africano, relativa all’acquisto di sistemi di sicurezza elettronica. In pratica, le autorità di Nouakchott sostengono di aver pagato 1,5 milioni di euro per una mancata fornitura da parte di un pool di imprese, di cui faceva parte Vigilar Group.
Provvisionato, che non è un esperto di informatica, si è sempre dichiarato innocente e all’oscuro dei fatti. Secondo la sua famiglia che ha anche sporto denuncia contro la società, quest’ultima era «a conoscenza del rischio d’arresto» e avrebbe inviato la guardia del corpo per consentire il rientro del collega, una sorta di ostaggio a garanzia della restituzione della somma.
Sulla vicenda, la nostra diplomazia si è mossa sin dall’inizio attraverso l’ambasciata in Mauritania. Dopo i primi mesi di silenzio, è stato possibile via via alleviare le condizioni di Provvisionato, che è diabetico e che comunque è sempre stato detenuto in una caserma: oltre alle regolari visite consolari, gli è stato permesso di usare un cellulare e ha potuto ricevere medicine e generi di conforto che la famiglia gli inviava dall’Italia. Ma nonostante i numerosi tentativi, compresa una visita del sottosegretario Benedetto Della Vedova, di liberazione non si parlava.
In gennaio la madre, Fiona Coman, aveva potuto visitarlo insieme a un medico. Poi, un mese fa, la signora è andata a piedi lungo la via Francigena da Siena a Roma, dove ha incontrato Alfano. Negli ultimi giorni, il nostro connazionale aveva anche iniziato lo sciopero della fame.
A sbloccare la vicenda è stato il cambio di passo dal livello diplomatico a quello politico, che ha visto il ministro degli Esteri impegnato in prima persona. Provvisionato è stato liberato per decisione umanitaria del presidente della Mauritania, Ould Abdel Aziz.
La vicenda giudiziaria non si chiude comunque qui, vista la denuncia della famiglia contro l’azienda.
La prossima settimana, Provvisionato verrà ascoltato dai pubblici ministeri Alberto Nobili e Enrico Pavone della Procura di Milano.