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 2017  maggio 14 Domenica calendario

Il più bel ko spezza l’incantesimo. Dopo 49 anni la Spal ritrova la A

Per un anno d’anticipo, con la complicità di un colpo di testa a distanza di un acquisto mancato, a Ferrara non si celebreranno le nozze d’oro di lontananza dal calcio che conta. Dopo quasi mezzo secolo di esilio, 49 lunghi anni, la Spal ritorna a calcare i palcoscenici dei teatri di prosa della massima serie. A Terni, più per le splendide notizie arrivate via radio da Verona (solo un pari tra l’inseguitrice Hellas e il Carpi) e Benevento (Frosinone ko al 94’) che per quanto successo al Liberati (2-1 per la Ternana), la Serie A da «inimmaginabile», usando le parole del patron Colombarini, è diventata realtà.
Piccoli ma perfetti
«Molti ci davano per retrocessi», gongola, nel bel mezzo della festa, Leonardo Semplici, il timoniere fiorentino dell’irresistibile scalata negli ultimi due anni e mezzo. E invece la Spal, rinata nel 2013 dalle ceneri di un fallimento grazie alla fusione con la Giacomense, è riuscita a saltare tre categorie in un quadriennio e a compiere il filotto di promozioni dalla Lega Pro alla A in un biennio secco, diventando l’undicesima squadra capace di compiere un’impresa del genere. Perché di impresa, con il diciottesimo monte ingaggi della B attuale (3,3 milioni annui), davvero si tratta: solo Ternana, Perugia, Pro Vercelli e Cittadella elargiscono stipendi più bassi. «E l’anno prossimo, molto probabilmente, saremo i ventesimi in A per quanto riguarda gli ingaggi», la voce scherzosa di Colombarini, mentre a Ferrara esplodeva la festa.
Il capolavoro di Semplici
Ma questa Spal, da ieri erede di quella del ’67/’68 con Edy Reja e Albertino Bigon calciatori, non ha paura di vedere cosa succede al piano di sopra. «Sono partito dal basso», ricorda Semplici, un altro (come Sarri e Conte) passato per Arezzo, transitato alla guida della Primavera della Fiorentina e diventato ieri membro del club dei benedetti toscani (Allegri, Sarri e Spalletti) sulle panchine che contano. Con la benedizione dello spallino mancato Ceravolo: in estate al suo posto arrivò l’attaccante Antenucci (18 reti), a gennaio toccò a Floccari (7 centri) ma ieri, stendendo il Frosinone con il Benevento, è come se avesse segnato lo stesso per la Spal.