Notizie tratte da: Leo Longanesi, La sua signora, Longanesi, Milano, pagg. 222, € 20., 14 maggio 2017
LIBRO IN GOCCE NUMERO 135 (La sua signora) Vedi Biblioteca in scheda: manca Vedi Database in scheda: manca BAMBINI FATTI IN CASA Madri Un giornalista conclude così il suo articolo sul Giro d’Italia: «C’era proprio, all’altezza del traguardo, dietro la rete metallica, il volto della mamma, rotondo, buona, rassegnato e rideva»… Poi: «Mai l’aveva vista piangere così»
LIBRO IN GOCCE NUMERO 135 (La sua signora)
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BAMBINI FATTI IN CASA
Madri Un giornalista conclude così il suo articolo sul Giro d’Italia: «C’era proprio, all’altezza del traguardo, dietro la rete metallica, il volto della mamma, rotondo, buona, rassegnato e rideva»… Poi: «Mai l’aveva vista piangere così». Le madri giuocano una parte pesante nella nostra vita nazionale: ne spunta sempre una, all’angolo della nostra cronaca, con le lacrime in saccoccia, pronta a baciare una bandiera e chiedere la pensione. (Milano, 20 luglio 1949).
Francese Dal discorso dell’onorevole Meuccio Ruini all’Assemblea Consultiva Europea di Strasburgo: «Mi scuso di parlare in italiano, ma venti anni di dominazione fascista ci hanno impedito, in Italia, di coltivare lo studio della lingua francese». L’onorevole Ruini ha compiuto sessant’anni. (Milano, 29 ottobre 1949).
Rivoluzione Cercava la rivoluzione e trovò l’agiatezza (Milano, 1 gennaio 1950).
Libertà Dice M.: «La libertà di stampa è necessaria soltanto ai giornalisti che non sanno scrivere». (Milano, 25 novembre 1949)
Verità Sul Giornale di Trieste, un Tale scrive cose senza senso a proposito del mio libro. Ma, a un tratto, gli sfugge questa battuta: «L. dice sempre il vero, mai la verità». Non è male (Milano, 11 ottobre 1950).
Problema Oggi, nel Corriere della Sera: «Il problema centrale», (pag. 3, settima colonna, riga 90). «Il problema della vita» (pag.3, quarta colonna, riga 104). «Il problema della difesa», (pag. 1, riga 30). Gonfi di problemi, i redattori del giornale, fra quattro giorni, passeranno allo sportello dell’amministrazione a ritirare quello stipendio che risolve ogni problema loro. (Milano, 26 ottobre 1951).
Modestia Al cimitero. La cassa scivola nella tomba, con rumore sordo, breve, che mi toglie ogni commozione. È la semplicità di tutto ciò che mi spaventa. Il vento agita le foglie dei pioppi; il motore del carro funebre si accende; le ruote gemono sulla ghiaia. Cielo chiaro, passeri sul filo del telegrafo. Il venditore di fiori appassiti; la parola Pietas incisa sul timpano dell’atrio e un mazzo di fiori in un barattolo di pomodoro su un sepolcro. Modestia della morte. (Milano, 6 giugno 1952)
Italiano L’aiuto regista C. aiuta il regista V. a far spendere danari al commendator B., arricchito con gli aiuti americani, il quale aiuta una graziosa ragazza costretta ad aiutare la famiglia.
L’italiano non lavora, fatica (Roma, 1 luglio 1953).
Italia L’Italia: una basilica che diventa una casa popolare (Milano, 1 settembre 1953).
Russia Nonostante il diffondersi del comunismo, nessuno legge più gli autori russi. Si preferiscono quelli americani. Una signora me ne spiega la ragione: «I russi hanno troppi problemi, dipingono il mondo a tinte troppo tristi; c’è troppa miseria nei loro romanzi. Gli americani sono più semplici, non hanno nulla da dire, non disturbano. Non ho rimorsi a non finire di leggere un autore americano. Capisce?» (Milano, 20 novembre 1954)
Bambini Due bambini, figli di ricchi, giuocano con due bambini poveri. Il più grande dei primi dice ai secondi: «Oggi la cicogna ha portato un bambino alla nostra mamma. Alla vostra non ne porta mai?». «No», risponde il più grande dei bambini poveri. «Nostra madre non ha soldi e se li fa in casa da sola» (Milano, 16 marzo 1955).
Uovo Posò il suo vecchio uovo di capitalista in un nido d’infanzia operaia, e ne venne fuori un finanziamento governativo (Milano, 17 marzo 1955).
Italiani Questi americani, Dio mio, che non hanno il coraggio di essere tedeschi; e questi tedeschi che non riescono a sembrare americani; e questi francesi che credono di essere ancora francesi; e questi italiani sempre italiani, dalla mattina alla sera! (Milano, 21 agosto 1955).
Nuovo Non abbiamo più nulla di nuovo da dire: il nuovo è già tutto prenotato dai vecchi che vogliono ringiovanire (Milano, 12 ottobre 1955).
Credente Credeva, era un fervido credente: credeva, soprattutto, nella forza della Chiesa per mandare all’estero valuta pregiata (Milano, 5 gennaio 1956).
Pensiero Un pensiero,/ come un sonetto, / è men che zero / se non dà diletto (Milano, 20 marzo 1956).
Democrazia Abuso di potere, mitigato dal consenso popolare: ecco l’ideale della nostra democrazia (Milano, 28 maggio 1956).
Ricordi I ricordi dell’anno venturo già mi pesano (Milano, 7 ottobre 1956).
Giorgio Dell’Arti, Domenicale – Il Sole 24 Ore 14/5/2017