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 2017  maggio 13 Sabato calendario

Linus è insofferente alla tv che gli ha dato poche soddisfazioni

Linus è un personaggio di successo che ha successo da almeno 35 anni. Ha una bella immagine pubblica (è pure consulente del sindaco Giuseppe Sala a Milano), con un certo stile, e poi con le storie del running e del ciclismo ha saputo reinventarsi dopo i 40 anni esplorando territori e conquistando un pubblico nuovo. Probabilmente ha un cruccio, che non dovrebbe avere: quello di non aver mai sfondato veramente in tv (tolto il periodo anni 80 di Deejay television su Italia Uno), come ha confessato un po’ di settimane fa a Vanity Fair.
C’è poi anche la questione dell’età (e quest’anno per Linus sono 60), con tutto ciò che ne consegue in termini di pensieri su come scegliere i tempi dell’uscita di scena (evitando gli strazi di Francesco Totti, per esempio) e gli eventuali ruoli da ritagliarsi dopo i decenni trascorsi alla direzione di Radio Deejay. Per non parlare degli acciacchi e degli infortuni che gli impediscono di correre (e quindi di sfogarsi come si deve), tanto che la Deejay Ten del 14 maggio, a Firenze, la seguirà in bicicletta con una diretta su Facebook.
Una somma di buoni motivi per spiegare e, anche, giustificare, le frequenti botte di malessere e insofferenza che Linus mostra ultimamente verso molti mondi.
Ha provato a condurre programmi televisivi, ma il mezzo lo ha respinto. Ha avuto anche la direzione di una tv, Deejay tv al tasto 9 del telecomando, ma le soddisfazioni e i budget sono stati pochi, e gli ascolti ancora meno.
Il broadcaster Discovery Italia, che a inizio 2015 ha comprato l’lcn 9 per lanciare Nove, non ha sviluppato nulla con Radio Deejay, tranne conservare la messa in onda in diretta al mattino (dalle 10 alle 12) del programma radiofonico Deejay chiama Italia, con telecamere che riprendono Linus, Nicola Savino e i loro ospiti. Ma con Discovery non è mai scattato il feeling: «Con Sky la partnership è automatica», spiegava Linus a ItaliaOggi qualche mese fa, «viviamo un po’ negli stessi mondi, abbiamo un pubblico simile, i loro talent lavorano da noi, i nostri talent lavorano da loro. Certo, poi ci sono anche Fabio Volo, Federico Russo o Gabriele Corsi del Trio Medusa che lavorano su Nove di Discovery. Tuttavia diciamo che a Discovery interessa poco Radio Deejay, seguono una strada che non è la nostra, per la quale noi non siamo più di tanto congrui».
Negli scorsi giorni, commentando il futuro del programma Deejay chiama Italia, Linus ha inoltre aggiunto che «non so il prossimo anno dove saremo, può essere che rimarremo sul Nove o andremo su un altro canale tv. Abbiamo un’alternativa altrettanto importante, per certi versi anche di più. Potrebbe essere Sky, ma è davvero troppo presto».
Un livore acceso che non si spiega Laura Carafoli, chief content officer di Discovery Sud Europa (Italia, Spagna, Francia, Portogallo): «In questi anni a Linus abbiamo fatto molte proposte per cose in tv. Ma ha sempre declinato. Il contratto con Deejay chiama Italia, in realtà, sarebbe già scaduto da tempo, da quando è sparito Deejay nel logo del canale Nove. Comunque la trasmissione andrà avanti su Nove fino alla fine maggio. E poi vediamo».
In realtà è probabile che Linus non abbia proprio più voglia di andare in tv con il programma radiofonico. Vuole essere più libero, è piuttosto insofferente ai riti, tanto che lo scorso ottobre ha pure chiuso il suo blog, che da 12 anni alimentava con storie personali.
Se avesse veramente voluto trasferire la trasmissione su Sky, si sarebbe probabilmente risparmiato anche la sincera intervista rilasciata alla Stampa pochi giorni fa, in cui massacrava il format di punta di Sky in Italia: «Nel resto del mondo X-Factor non esiste praticamente più», attacca Linus, «l’Italia sta tenendo in vita un moribondo. Non ricordo nemmeno chi ha vinto l’anno scorso o quello prima. Non è successo niente da Mengoni in poi, con l’eccezione di Francesca Michielin. Due che ce l’avrebbero fatta anche senza talent». Uno sfogo che secondo molti arriva per il solo fatto che la radio ufficiale di X-Factor, da quest’anno, non sarà più Deejay ma Rtl 102,5: «Rtl ci si è buttata sopra con l’eleganza che la contraddistingue», aggiunge Linus, «e noi siamo lieti di lasciarle spazio, così Kekko dei Modà avrà qualche altra canzone da scrivere. Per come fa la radio Rtl, inserire nella programmazione altre 20 canzoni riempitive non cambia nulla. Il loro è un ipermercato della musica, se sono contenti così, affari loro. E se sono contenti a X-Factor, vuol dire che sono pronti ad abbassare ancora il livello».
Un tempo il patron di Rtl 102,5, Lorenzo Suraci, avrebbe risposto per le rime a Linus. Ma da qualche mese ha scelto una modalità zen, e preferisce non commentare.
Sempre sulla Stampa, però, ci ha pensato Nils Hartmann, direttore delle produzioni originali di Sky Italia, a gelare Linus e ogni eventualità di un suo sbarco su Sky: quanto a X-Factor «stiamo comunque parlando di 12 dischi d’oro e 16 di platino. E non solo di Mengoni e Michielin. Certo ci devi credere. Dice Linus che non ricorda chi ha vinto l’anno scorso, io dico che i Soul System sono stati ospiti della sua radio prima, durante e dopo la vittoria. Noi ci crediamo, evidentemente Linus non ci credeva come noi. Peccato l’abbia detto solo cinque giorni dopo aver chiuso la partnership con X-Factor. Rtl 102,5 ha dimostrato un entusiasmo diverso». E quanto a un tavolo per discutere con Linus di un eventuale passaggio di Deejay chiama Italia a Sky, Hartmann liquida la questione freddamente: «Non c’è proprio il tavolo».