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 2017  maggio 13 Sabato calendario

Pertosse, rosolia, morbillo. Serve la certificazione anche per iscriversi alle superiori

La bozza di decreto legge che impone le vaccinazioni per l’iscrizione a scuola è tutta in due articoletti, che demandano a successivi decreti ministeriali la lista dei vaccini obbligatori, da aggiornare ogni qual volta un virus di quelli cattivi alzi la testa. Ma la più ampia relazione illustrativa anticipa già parecchie cose, consentendo di dare risposta ai quesiti che molti genitori si stanno ponendo in questi giorni.
Per chi scatterà l’obbligo di vaccinazione?
Varrà per tutti i ragazzi della scuola dell’obbligo. Quindi non solo materne e nidi ma anche elementari, medie e i primi due anni delle superiori. Il decreto specifica che «è posto in capo ai responsabili dei servizi educativi e dei dirigenti scolastici, l’obbligo di rifiutare l’iscrizione, in mancanza di certificazione o di idonea documentazione comprovante l’intervenuta somministrazione dei vaccini».
Si potrà aggirare il divieto iscrivendo i figli a una scuola privata?
No perché il decreto specifica che il divieto di iscrizione per i non vaccinati vale per «le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private».
Quando scatterà l’obbligo?
Questo il decreto, almeno per il momento, non lo dice. Ma il ministro della Salute Lorenzin, da noi interpellata, spiega che «sarà necessaria una applicazione graduale, quindi con ogni probabilità a partire dall’anno scolastico 2018-19». Ma sulla data conterà il parere della sua collega titolare dell’Istruzione, Valeria Fedeli, poco entusiasta del provvedimento.
Quali vaccinazioni serviranno per iscriversi a scuola?
La bozza di decreto legge rinvia a un successivo decreto ministeriale la lista dei vaccini necessari all’iscrizione scolastica, che verrà stilata sentiti Istituto superiore di Sanità e Consiglio superiore di Sanità. Ma la relazione al provvedimento fa capire che sicuramente dovranno essere ricomprese le vaccinazioni rese obbligatorie in passato contro: difterite, tetano, polio ed epatite B. Poi quelle più importanti tra le immunizzazioni che il Piano vaccini appena approvato rende gratuite: pertosse, morbillo, parotite, rosolia, infezioni da haemophilus influenzae B, cita forse non a caso la relazione tecnica al decreto.
Saranno ovunque gratuite?
Sì perché questo prevede il Piano vaccini già approvato. Resta il fatto che, per le vaccinazioni new entry nel paradiso della gratuità e quelle che erano già a carico dello Stato ma che non tutti fanno, i soldi stanziati sono solo 180 milioni.
Da chi dovremmo andare per far vaccinare i nostri figli?
Nei centri vaccinali delle Asl, che però spesso non prendono nemmeno appuntamento, costringendo mamme e papà a file a volte estenuanti.
È vero che non vaccinandosi si lede il diritto allo studio di altri bambini?
Si perché causa malattie autoimmuni ed altre particolari patologie tra il 3 e il 5% degli iscritti alla scuola dell’obbligo non può vaccinarsi. E così, senza poter scegliere, si trova di fronte al dilemma se perdere il diritto alla salute o quello allo studio.
Perché è così urgente tornare all’obbligo?
Lo dicono i dati epidemiologici. Persino per i virus più gravi, come polio, tetano, difterite ed epatite B si è scesi sotto la soglia di sicurezza del 95%. E in alcune regioni quella percentuale crolla all’85%. I vaccinati contro morbillo e rosolia in due anni sono scesi dal 90,4 all’85,3%. E anche qui parliamo di medie, perché in alcune aree le coperture sono molto più basse. Che così ci esponiamo a rischio epidemie lo ha già denunciato l’Oms. Ora sta a noi non farci trattare da untori.