11 dicembre 1952
Il processo alla Rose Mary
ADEN - È proseguito oggi a Aden il processo, intentato dalla società Anglo Iranian nei confronti dei proprietari della petroliera Rose Mary. Durante l’udienza antimeridiana, l’avv. slr Hartley Shawcross ha dichiarato: « Come risulta dai registri di bordo, la petroliera aveva subito un guasto alle macchine prima di entrare nel porto di Aden ed è stato per tale motivo e non per una coercizione, come sostengono invece il capitano e i noleggiatori, che la Rose Mary si è ormeggiata a Aden ». Shawcross ha parlato oggi per tre ore e ha prodotto una serie di telegrammi scambiati fra gli armatori, i noleggiatori e il capitano della nave. In uno di essi, la compagnia Budenberg invitava il capitano a non far scalo a Aden, usando un linguaggio cordialissimo e riferendogli i favorevoli commenti pubblicati per l’occasione dalla stampa italiana. Secondo l’avvocato inglese l’aereo della RAF che individuò la petroliera, il 17 giugno, non avrebbe costretto il capitano a modificare la rotta. L’agente degli armatori, A. Martinelli, noleggiò allora un rimorchiatore per incontrarsi col capitano al largo di Aden, ma in seguito, come ha precisato ancora l’avvocato inglese, la petroliera è entrata in porto. Shawcross ha rilevato che la legge persiana sulla nazionalizzazione è incompatibile col diritto internazionale ed è quindi inaccettabile. Poiché nel territorio di Aden vige la legge inglese — ha proseguito il legale — il Tribunale locale ha, logicamente, giurisdizione sulla vertenza.