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 1952  dicembre 13 Sabato calendario

Parla il capitano della Rose Mary

ADEN - Il capitano della petroliera Rose Mary (che caricò petrolio iraniano e venne fermata mesi or sono dagli Inglesi) ha  deposto oggi davanti ai giudici del tribunale cui toccherà  decidere se il petrolio della nave  possa riprendere il viaggio o  debba venir confiscato perché  venduto « abusivamente ». Il capitano della Rose-Mary, Giuseppe Jaffrate, ha  dichiarato che l’ordine di procedere per Bandar-Manshur, presso Abadan, per caricarvi il  petrolio persiano, era contenuto in una lettera consegnatagli  personalmente dal conte Ettore Dalla Zonca e di cui egli  apprese il tenore solo dopo  essere giunto a Porto Said, nella zona del Canale. Gli ordini  impartiti allo Jaffrate dai  proprietari della nave, la compagnia panamense di navigazione Teresita, erano di non entrare pel porto di Abadan: ma poiché d’altra parte, sempre per gli ordini della Teresita, egli  doveva considerarsi a  disposizione dei noleggiatori del  piroscafo (il conte Dalla Zonca), il capitano decise di penetrare nel porto, dove in data 26  maggio la Rose Mary fece il pieno di petrolio. Il primo giugno il capitano ricevette quattro telegrammi in cui i proprietari della nave gli ordinavano di non tenere più fede agli impegni del contratto di noleggio. La Teresita disponeva che la nave dovesse dirottare su Aden, e Jaffrate cablò ai proprietari che  avrebbe eseguito questa disposizione. In realtà il capitano vi  disobbedì e fece procedere la Rose Mary per Suez, in ossequio agli ordini dei noleggiatori.  Successivamente a Jaffrate giunse un ordine della compagnia  panamense, tramite un’unità navale inglese, di entrare ad Aden  pena sanzioni disciplinari e  arresto. Temendo di venire  arrestato in alto mare, con  conseguenze gravi per la nave ed il  carico, il comandante della  Rose Mary cedette e fece rotta su Aden.