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 1952  giugno 09 Lunedì calendario

Mossadeq all’Aia denuncia la Anglo Iranian: «Era un covo di spie»

Il primo ministro persiano Mossadeq si è presentato stamane alla Corte internazionale di Giustizia dell’Aja per patrocinare la causa del suo Paese nella vertenza dei petroli. Mossadeq è giunto alla sede della Corte una ventina di minuti prima che si aprisse l’udienza, a bordo di una automobile del Ministero della Giustizia olandese, scortata da agenti in motocicletta. Altri agenti vigilavano intorno al palazzo e nell’aula delle udienze. Il Primo ministro iraniano, che indossava un elegante abito da mattino, è entrato in aula appoggiandosi a un bastone da passeggio, aiutato dal figlio, suo medico curante, e dal ministro persiano all’Aja, Navab. I rappresentanti legali della Gran Bretagna avevano preso posto in precedenza.

L’udienza ha avuto inizio alle undici, sotto la presidenza di José Gustavo Guerrero, della Repubblica del Salvador, che sostituiva il presidente della Corte Sir Arnold McNair, cittadino inglese, e quindi legato a una delle parti in causa. Appena dichiarato aperto il dibattimento, il ministro persiano all’Aja ha presentato alla Corte Il Primo ministro Mossadeq. Quando il Premier si è nuovamente seduto, il belga Henri Rolin, consulente per la Persia, ha preso la parola sostenendo in particolare che la vertenza è una questione interna dell’Iran, completamente al di fuori della competenza della Corte. Quando è stato il suo turno, Mossadeq si è alzato ad affermare solennemente che la Gran Bretagna aveva fatto della Anglo Iranian Oil Company «uno Stato entro lo Stato».

Mossadeq ha parlato in francese con voce chiara. Egli ha detto che la Anglo Iranian prima del 1950, quando il petrolio venne nazionalizzato, aveva un proprio servizio di spionaggio non solo nell’ambito della Compagnia ma in tutta la Persia. Egli ha quindi osservato che da mezzo secolo la Persia è sempre stata presa di mira, per la sua ricchezza petrolifera, da due Potenze rivali, la Gran Bretagna e la Russia.

Dopo avere sostenuto che la legge persiana per la nazionalizzazione è molto moderata, il Premier ha espresso la speranza che sarà resa giustizia al suo Paese. «La Persia è uno Stato sovrano e libero — ha esclamato alla fine Mossadeq — pertanto la Persia chiede alla Corte di rifiutarsi di intervenire in questa questione».