la Repubblica, 11 maggio 2017
Di cosa si parla a Copenaghen. L’ingrediente a sorpresa della birra Pisner
Impossibile immaginare la Danimarca e gli altri bei paesi del Grande Nord senza le ottime, gustose birre locali. Ma cosa pensereste, se vi offrissero una birra i cui componenti (orzo, malto, luppolo) vengono fertilizzati con urina umana? Eppure non è pericoloso per la salute, figuriamoci, con la severità delle leggi scandinave. Certo, può fare un po’ ribrezzo. La Norrebro Bryghus, un marchio che produce birra artigianale ed ecologica a Hedehusene, ha lanciato una birra il cui nome la dice tutta. Pisner, cioè allusione a Pis (urina), e al tipo di birra leggera nota nel mondo come Pilsner. Come fertilizzante, i produttori hanno raccolto circa 50mila litri di urina versata dalle decine di migliaia di visitatori del festival di musica rock e pop di Roskilde, uno dei più importanti in Scandinavia. Il pubblico è stato informato prima. «All’inizio qualcuno ha detto che filtravamo urina per far la birra, ma è una sciocchezza», ha spiegato Henrik Vang, direttore della birreria. È solo fertilizzante per i vegetali con cui poi si produce la birra, appunto. In alternativa, di solito si usa ovunque sterco animale o altri concimi. Il severo Consiglio dell’agricoltura e dell’alimentazione reale ha autorizzato il processo chiamato beercycling (riciclaggio con la birra).