Libero, 11 maggio 2017
Il buco miliardario di PopVicenza costa a Zonin solo 370mila
La “bellezza” di 370mila euro di multa a Giovanni Zonin, ex presidente della Popolare di Vicenza dal 1983 al 2015. E 690mila euro di multa per Samuele Sorato, ex consigliere delegato e direttore generale dal 2008 al 2015. A inizio mese la Consob aveva annunciato di aver sanzionato «dirigenti della Banca Popolare di Vicenza per un totale di 9,14 milioni di euro per violazioni commesse dal vertice aziendale tra l’aprile 2011 e l’aprile 2015. Ieri si è finalmente conosciuta l’entità delle multe elevate agli ex vertici che, nel caso di Zonin, per oltre vent’anni hanno gestito l’istituto creditizio. I provvedimenti, spiega una nota della Commissione presieduta da Giuseppe Vegas, riguardano «il Cda e il Collegio sindacale in carica all’epoca dei fatti, nonchè alcuni dirigenti». Come se non bastasse ai consiglieri dell’epoca è «stata comminata anche la perdita temporanea dei requisiti di onorabilità e dell’incapacità di assumere incarichi in società quotate per un totale di 76 mesi». Secondo la Commissione di vigilanza la banca ha «violato le discipline in materia di regole di condotta degli intermediari nei confronti della clientela, di prospetto, di offerte al pubblico e di informazione societaria». Chissà cosa penseranno di queste sanzioni simboliche – vista l’entità del buco lasciato – gli oltre 90mila investitori che, seguendo i suggerimenti della banca, ci hanno rimesso i risparmi di una vita. Se gli ex vertici dovranno sborsare complessivamente 9 milioni, l’elenco complessivo delle sanzioni contro Bpvi è notevole: ci sono infatti anche i 4,5 milioni di euro comminati dall’Antitrust e i 27 milioni proposti a suo tempo dalla Banca centrale europea. Una grandinata di multe che fa solo da antipasto in una situazione più che complessa. Entro giugno la Bce dovrebbe esprimersi sulla ricapitalizzazione. Paratica delicata. Ma non è l’unica: il 4 maggio è iniziato il braccio di ferro tra sindacati e azienda (ieri il secondo round), per cercare di ridurre il costo del lavoro. Fonti sindacali temono per Bpvi un vero e proprio bagno di sangue (migliaia di esuberi). La certezza – come ha ammesso recentemente l’amministratore delegato Fabrizio Viola – è che «sotto il profilo del personale è prevista una significativa riduzione». Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil e Unisin – che hanno già incontrato la responsabile del personale di VenetoBanca, Vania Piccin – non vogliono neppure sentir parlare dei ventilati contratti di solidarietà (si parla di 100mila giornate, complessivamente), e ribattono che «eventuali ricadute sui dipendenti saranno valutate esclusivamente su base volontaria». La partita sui tagli (50 milioni annunciati), è appena iniziata.