Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  maggio 11 Giovedì calendario

Gli stranieri si moltiplicano con la poligamia

Anche Barack Hussein Obama Senior, padre dell’ex presidente degli Stati Uniti d’America, era poligamo. Quando sposò la statunitense Ann Dunham l’uomo era già sposato e aveva lasciato ad attenderlo in Kenya la prima moglie Kezia Aoko, incinta, nonché il loro primo figlio neonato. Anche il nonno di Obama, del resto, aveva avuto almeno tre mogli, secondo il costume della sua tribù. Dunque, era del tutto normale per Barack Senior avere più mogli, anche se in continenti diversi. Come è naturale per i numerosi immigrati musulmani che vivono in Italia, molti dei quali si trasferiscono qui con più mogli o lasciano le loro consorti nei loro Paesi di origine e qui convolano nuovamente a nozze, persino con donne italiane. Un fenomeno denunciato dalla stessa Oriana Fallaci che nel libro La forza della ragione scriveva: «In tutte le moschee d’Europa la preghiera del venerdì è accompagnata dall’esortazione che pungola le donne musulmane a partorire almeno cinque figli ciascuna. Bè, cinque figli non sono pochi. Nel caso dell’immigrato con due mogli, diventano dieci. O almeno dieci. Nel caso dell’immigrato con tre mogli, diventano quindici. O almeno quindici. E non dirmi che da noi la poligamia è proibita, sennò il mio sdegno cresce e ti rammento che se sei un bigamo italiano o francese o inglese eccetera vai dritto in galera. Ma se sei un bigamo algerino o marocchino o pakistano o sudanese o senegalese eccetera, nessuno ti torce un capello… Oggi in Francia gli immigrati poligami li trovi ovunque. Nel resto dell’Europa, idem. Compresa l’Italia dove l’articolo 556 del Codice Penale punisce i rei col carcere fino a cinque anni, e dove non si è mai visto un processo o un’espulsione per poligamia». La legge non ammette ignoranza, tuttavia accetta le differenze culturali come una sorta di attenuante o di giustificazione al mancato rispetto delle norme vigenti nel nostro ordinamento. Ecco che gli italiani devono rispettarle. Gli immigrati non necessariamente, perché essi provengono da Paesi in cui le regole sono ben altre. Questa è la giurisprudenza che si è oramai imposta e consolidata e che favorisce ancora di più quel senso di impunità, quel menefreghismo dilagante, quella presunzione che sembrano sempre di più appartenere agli immigrati che arrivano in Italia. Dietro questa morbidezza nei loro confronti, secondo Fallaci, si cela un sentimento di paura: insomma, siamo buoni con gli extracomunitari per non farceli nemici. Essi possono comportarsi nel nostro Paese esattamente come si comporterebbero nei loro, e noi dobbiamo stare zitti e comprendere i loro costumi, le loro regole, la loro cultura, adeguandoci. Trattandosi di un fenomeno sommerso, è difficile fare una stima esatta delle famiglie multiple in Italia. L’unico dato certo è che esse aumentano di pari passo all’aumentare del numero degli immigrati musulmani. Qualcuno parla di 20 mila casi nel nostro Paese. «In Italia la poligamia esiste e viene tollerata in nome del multiculturalismo. Si tratta di una frode nei confronti delle donne, anche italiane, che spesso sposano uomini che hanno già una o più mogli», dichiara Souad Sbai, presidente dell’Acmid-donna, impegnata nella tutela dei diritti delle donne, che ci racconta solo alcuni dei numerosi casi che ogni giorno vengono portati alla sua attenzione. Sbai ci parla di un importante centro culturale islamico di Roma, una moschea, che celebra matrimoni di questo tipo, con tanto di testimoni ed attestati, godendo della complicità dei consolati degli Stati di provenienza degli uomini che in Italia scelgono di mantenere viva la tradizione sposandosi più di una volta, non curanti del fatto che nel nostro Paese la poligamia sia vietata. «Questo centro culturale agisce alla stregua di uno Stato parallelo a quello italiano», commenta Sbai, che continua a denunciare questi fatti in procura, per aiutare le donne che vivono la condizione dolorosa ed umiliante di essere truffate dall’uomo che amano e che hanno deciso di sposare. Ma perché tutto questo continua ad avvenire? «Perché siamo fessi e accettiamo che chi arriva sul nostro territorio non rispetti le regole», non ha dubbi Sbai. Spesso sposare una donna italiana è uno strumento per ottenere i documenti, dopo si passa alla moglie successiva. È ciò che è successo anche a Luisa Battisti, che è stata usata per sei anni dal marito, finché questi non ha ottenuto la cittadinanza. Luisa ha denunciato il reo, il quale le ha detto: «Io faccio quello che mi pare tanto non mi fanno nulla». La magistratura risponde che il reato non sussiste, perché si tratta di tradizioni culturali. «Manca qualsiasi tipo di tutela nei confronti delle donne musulmane, la cui condizione in Europa è di gran lunga peggiorata a causa del progressivo emergere di posizioni sempre più radicali in seno all’islam», spiega Sbai. «Si tratta di un mondo dell’orrore. Ho conosciuto donne costrette a vivere in 40 mq con le altre mogli del marito, rilegate nel corridoio di casa, ridotte al silenzio sotto minacce di vario tipo, come quella di essere rispedite in Marocco o in Algeria, o in un altro Paese di provenienza», continua il presidente che, stando così le cose, prevede l’emergere tra tre o quattro anni del già preannunciato partito islamico, i cui fondatori, come lei stessa assicura, sono convertiti all’islam e poligami. «Da lì alla catastrofe il passo sarà breve. Avremo uno Stato nello Stato. Ecco perché è necessario dire basta alla tolleranza, affinché non venga dato ulteriore spazio all’avanzata dell’estremismo islamico in Italia». A preoccupare Sbai è anche un dato raccapricciante: oltre il 60% delle bambine musulmane in Italia non frequenta la scuola dell’obbligo. Esse vengono preparate ad essere mogli perfette a soli 10 anni. Ed è in aumento in Italia anche il fenomeno delle mogli-bambine. «Abbiamo le carte in mano di questi matrimoni illegali, multipli e clandestini, celebrati all’interno di certe importanti moschee qui in Italia, quindi aspetto che qualcuno venga a chiedermi questi documenti ed indaghi su questi fenomeni inaccettabili», afferma Sbai, che denuncia l’indifferenza non solo della magistratura ma anche della nostra classe politica: «Laura Boldrini si è recata in Nigeria fingendo di avere contribuito alla liberazione delle bambine di Boko Haram, che in realtà erano state liberate già qualche giorno prima del suo arrivo. Sarebbe più opportuno che lei si occupasse della tratta delle schiave che avviene qui in Italia quotidianamente».