Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  maggio 11 Giovedì calendario

Charlie Brown diventa canadese ed entra nell’impero Teletubbies

«Arriva il buon vecchio Charlie Brown. Buon vecchio Charlie Brown...Quanto lo odio». 1950, da un’idea di Charles Monroe Schulz, giovane fumettista di Minneapolis, Minnesota, nascono con questa battuta le strisce dei Peanuts. E in questa battuta era già previsto tutto il destino di Charlie Brown. Almeno fino a quello che è successo ieri. Good Ol’ Charlie Brown, l’All American Boy di provincia, cuore puro e valori semplici, cocciuto e testardo fino all’autodistruzione pur di non recedere da quello che ritiene essere il suo ruolo nel mondo, è diventato canadese.
Dhx Media, il gruppo di brand e contenuti per bambini celebre per aver già acquistato dalla Bbc i Teletubbies, comprerà i Peanuts per 345 milioni di dollari. Dhx Media ha rilevato la divisione intrattenimento di Iconix Brand Group, che controlla il 100% di Strawberry Shorcake e l’80% di Peanuts (il restante 20% resterà alla famiglia Schulz).
Cosa ci farà la Dhx Media con i Peanuts è una domanda che al momento non può che avere un’unica risposta: soldi. Fu lo stesso Charles M. Schulz, in punto di morte, a pubblicare con la sua ultima striscia le ultime volontà riguardo al suo capolavoro: «Ho avuto la fortuna di disegnare Charlie Brown e i suoi amici per quasi 50 anni. È stata la realizzazione di tutte le ambizioni della mia infanzia. Sfortunatamente non sono più in grado di mantenere il ritmo di programmazione di una strip quotidiana. La mia famiglia non desidera che i Peanuts siano continuati da un altro perciò annuncio il mio ritiro». Queste parole furono pubblicate il giorno dopo la sua morte, il 12 febbraio 2000.
Ora, Dhx annuncia l’accordo con una serie di dati economici volti a spiegare quanto sia buono l’affare per il gruppo (il che sarà probabilmente vero, avendo pagato 345 milioni di dollari i diritti su un prodotto che centinaia di milioni di lettori continuano ad amare e rileggere). Concretamente quello che potrà succedere è che ci saranno nuove edizioni dei vecchi fumetti e un più intenso sfruttamento del marchio per giocattoli e bambole dei Peanuts. Forse anche la produzione di nuovi film dopo il Snoopy&Friends del 2015 della 20th Century Fox.
Quello che non cambierà sarà l’eredità lasciata al mondo da Schulz. Il timido ragazzo del Minnesota che disegnava (considerandolo l’essere più fico e a suo agio del pianeta) il suo cane Spike (che nelle strisce diventa Snoopy), ha creato il Grande Romanzo Americano prima che Philip Roth creasse il suo da prospettive del tutto diverse.
L’universo di bambini di Schulz insegna ai bambini ad avere un po’ meno paura del mondo (è orribile ragazzi, ma se ce la fa il buon vecchio Charlie Brown su quel campo da baseball ce la farete anche voi), ma forse ancor più suggerisce agli adulti il desiderio di difendere la purezza dei sentimenti, la capacità di reagire nonostante si perda quasi sempre, la dolce utopia dell’arrendersi ai propri limiti, cercando di non punirsi troppo per averli scoperti.