Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1951  maggio 25 Venerdì calendario

Mossadeq grida e piange davanti ai giornalisti e intima agli inglesi di andarsene

Il Premier persiano,  Mohammed Mossadeq, ha avvertito gli Inglesi che è meglio  cedere le concessioni petrolifere dell’ Iran sudorientale ai  legittimi proprietari, anziché  subire le probabili conseguenze di un rifiuto: una terza guerra mondiale e la caduta della  civiltà occidentale. Mossadeq, che è un tipo  altamente emotivo, ha avuto scoppi di pianto e frasi assai aspre nell’intervista concessa ai giornalisti, alla quale s’è presentato appoggiandosi a un deputato che lo aiutava a tenersi dritto. È la prima  volta che il ministro appare in pubblico dopo esser riparato al palazzo del Parlamento per difendersi dagli attentati e  difendere la nazionalizzazione  dell’industria petrolifera persiana e comunicare ufficialmente che l’Anglo-Iranian non è più  gradita in Persia.

Ricordando e illustrando le fatiche e le miserie del povero popolo persiano Mossadeq ha pianto abbondatemente, ma la sua voce si è indurita  minacciosa quando ha fatto  ricadere ogni colpa sulla malvagia politica coloniale della  Anglo-Iranian, sulla quale il Governo inglese ha un interesse  preminente. Mossadeq ha lasciato poche speranze di  compromesso: la Compagnia deve  andarsene, egli ha detto, perché è una fonte di intrighi, di  corruzioni e di interferenze negli affari interni della Persia. E con essa debbono andarsene anche gli agenti della  Compagnia, perché essi hanno  sacrificato tutto il Paese alle loro cupidigie.