2 maggio 1951
Lo Scia firma la legge che nazionalizza il petrolio iraniano
La radio governativa persiana ha annunciato che nel tardo pomeriggio di oggi lo Scià ha firmato la legge che dispone la nazionalizzazione dei giacimenti petroliferi. Essa diviene, cosi, costituzionalmente esecutiva. Mentre lo Scià firmava la legge, una nuova nota di protesta gli perveniva dal Governo inglese in merito alla decisione «unilaterale» di violare gli accordi esistenti tra Inghilterra e Persia per lo sfruttamento delle risorse petrolifere iraniane. Subito dopo l’annuncio dell’avvenuta firma, gli ambasciatori a Teheran dell’Inghilterra e dell’America si sono recati a conferire col Primo ministro. L’ambasciatore inglese Shepherd veniva in Seguito ricevuto anche dallo Scià. La nota del Foreign Office odierna avrebbe ribadito il principio (già espresso ai Comuni da Morrison) che il procedere da parte dell’ Iran alla progettata nazionalizzazione « nonostante » gli avvertimenti inglesi potrebbe comportare « assai serie conseguenze per l’avvenire ». Quanto al colloquio col Premier dell’ambasciatore americano Henry F. Grady — benché nulla sia stato ufficialmente precisato al riguardo — si ritiene che esso sia in connessione con l’affermazione fatta ieri da un portavoce che nella vendita libera del petrolio l’Iran avrebbe « favorito i vecchi clienti»: l’America appare preoccupata all’idea che il petrolio iraniano sia ora ceduto anche alla Russia. Com’è noto, ieri anche l’ambasciatore russo a Teheran Sadchilov si era recato a visitare il Primo ministro. Oggi nel pomeriggio il leader nazionalista ha visitato il sovrano per sottoporgli la lista dei componenti il nuovo Gabinetto che comprende quattro ministri già in carica col precedente Governo.