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 2017  maggio 10 Mercoledì calendario

Legge elettorale e vitalizi, l’offerta M5S al Pd

ROMA «Le nostre intenzioni non sono serie ma serissime». Il patto che i 5Stelle offrono al Pd è chiaro: scrivere insieme la legge elettorale, purché non contenga premio di coalizione o collegi uninominali. Passerebbe tutto il resto. Perfino il doppio turno. Anche i capilista bloccati.
I registi di questa operazione sono direttamente Luigi Di Maio e Davide Casaleggio. Il vicepresidente della Camera e il figlio del co-fondatore, con fatica, hanno convinto chi vi si opponeva in nome di vecchi slogan come «mai sedersi al tavolo col Pd». Niente tavoli, quindi. Ma proposte messe sul piatto con la garanzia che non si stanno facendo giochini. E senza neanche chiedere in cambio le elezioni anticipate. «Andare al voto in autunno – ragiona chi ha parlato con Grillo – avrebbe poco senso. Avremmo un mese per fare una finanziaria difficilissima. Un suicidio. E poi, a decidere sarà il capo dello Stato, e noi in questa fase non faremo alcuna pressione sul Colle».
Nella girandola di incontri sulla legge elettorale, da cui il presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera Andrea Mazziotti deve trarre un testo-base entro domani, spunta l’offerta dei grillini. Ma il Pd prende tempo. Non c’è ancora una bozza definitiva. Circolano piuttosto molti appunti, che vanno dal modello tedesco all’Italicum 2.0 al Provincellum con premio di coalizione da cui sembra attratta Forza Italia. Per i dem sono l’ex vicesegretario Lorenzo Guerini, il capogruppo Ettore Rosato e Matteo Richetti a dare le carte della partita politico-parlamentare. Dalla quale il governo resterà fuori. Il premier Paolo Gentiloni l’ha detto alla ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro: «Di legge elettorale non devi occuparti». Guerini ha confidato che Forza Italia resta l’interlocutore principale, perchè il Pd lo ritiene più affidabile dei 5Stelle.Non a caso in un’intervista al Corriere della sera è a Forza Italia che si è rivolto il ministro Dario Franceschini. I forzisti hanno riferito al presidente Mazziotti alcuni criteri di massima, ma sarà Berlusconi a fare il punto in una riunione di partito già domani. I seguaci del Cavaliere chiedono al Pd di togliere dal tavolo il voto in autunno. Un’assicurazione che i dem non sono in grado di dare. Mentre a sinistra, Mdp – che al Senato sarà ago della bilancia – propone con Alfredo D’Attorre lo stop ai capilista bloccati, uno sbarramento anche al 5%, ma nessun premio di coalizione e una soglia al 35% per accedere al premio.
Tra i 5 Stelle la richiesta di andare a elezioni prima che scattino i vitalizi, a metà settembre, sarà una bandiera da portare avanti ancora un po’. Ma la mossa è un’altra. A fine mese è stata calendarizzata la proposta di legge Lombardi che dimezza gli stipendi dei parlamentari, e intervenie su indennità di fine mandato, maternità e pensioni. «Chiederemo che venga abbinata alle altre proposte sui vitalizi, a partire da quella di Richetti – rivela Roberta Lombardi – e se il Pd vuole davvero abolirli, rinunceremo a tutto il resto purché si faccia. Subito». Così, che si vada al voto prima o dopo l’autunno, non avrà più importanza. Quel che conta per il M5S è non ritrovarsi con una legge che lo danneggi o gli impedisca – in caso di vittoria – di avere una maggioranza di governo. Per questo è interessato anche alla proposta del deputato dem Gian Mario Fragomeli: «Andrebbe bene anche a Forza Italia», assicurano i grillini.