27 aprile 1951
Si dimette a Teheran il premier Ala Hussein
Il Primo ministro Ala Hussein ha rassegnato stasera le dimissioni nelle mani dello Scià di Persia dopo che, com’è noto, la commissione parlamentare per il petrolio aveva proposto l’esproprio delle installazioni appartenenti alla Anglo-Iranian Oil Company. Nella serata di ieri la commissione, con unanime decisione, aveva proceduto alla stesura delle proposte per la nazionalizzazione delle industrie petrolifere iraniane. Il Parlamentò aveva approvato la nazionalizzazione in data 21 marzo ed aveva costituito il comitato per fissare i metodi con cui subentrare alla Anglo-Iranian Oil Company. Le dimissioni di Hussein hanno fatto seguito all’ammonimento dell’ambasciatore britannico Sir Francis Shepherd il quale aveva dichiarato che vi potrebbero essere « le più gravi e lontane conseguenze » se l’Iran tentasse di impadronirsi delle proprietà della compagnia controllata dai Britannici. Come è noto, Hussein aveva sostituito l’ex-Primo ministro generale Ali Razmara, assassinato il 7 marzo. L’ambasciatore britannico, parlando ieri alla stampa, aveva detto: « Io spero che il Parlamento non proceda ad una azione unilaterale o precipitata in merito alla questione del petrolio, cosa che chiuderebbe la porta a negoziati e potrebbe avere le più gravi e lontane conseguenze ». Nella giornata di oggi l’ambasciatore aveva fatto visita ad Hussein e successivamente aveva conferito con lo Scià. Prima dell’annuncio delle dimissioni, il Primo ministro aveva convocato una riunione speciale del Gabinetto per discutere la situazione alla luce degli ultimi sviluppi e di quelle che venivano considerate « voci allarmistiche diffuse dai partiti dell’opposizione ». Va rilevato che il presidente della commissione parlamentare del petrolio, Mossadeq, aveva fatto accenno ieri alla possibilità che accadesse qualche cosa che avrebbe potuto impedire ogni decisione sulla nazionalizzazione dei petroli
È stato frattanto riferito da Sciras che nella città si è verificata un’esplosione di polvere pirica e che parte della città stessa è tuttora in fiamme. Non sono stati forniti ulterioti particolari. Sciras conta circa 70 mila abitanti. Trentasette persone sono state tratte in arresto nella città di Resht, in seguito a una dimostrazione.