ItaliaOggi, 10 maggio 2017
Diritto & Rovescio
Fabio Fazio, conduttore di Che tempo che fa, si comporta come quei tizi alticci che nelle osterie di periferia gridano agli amici: «Tenetimi! Tenetimi! Perché altrimenti faccio uno sfracello», pur sapendo che le forze tremolanti di cui dispongono non consentono certo loro di turbare l’ordine pubblico, come si diceva un tempo. Oppure lo si potrebbe paragonare al famoso coro dell’Aida di Verdi dove i cantanti gridano «Partiam! Partiam!» anche se poi, tutti, rimangono fissi nello stesso posto come se avessero le radici. Fazio disse un paio di mesi fa che se gli avessero ridotto il suo impronunciabile compenso avrebbe abbandonato la Rai. Qualche giorno fa, quando, in omaggio a quanto aveva minacciato, lo ritenevo già partito, si è rifatto vivo dicendo che se non cessano le pressioni politiche (e gli riducono il compenso, che è la voce più rilevante del suo discorso) se ne va. Fazio sarebbe coerente se se ne andasse e gliela facesse vedere a quelli della Rai. Ma riuscirebbe a fargliela vedere? Questo è l’interrogativo.