6 febbraio 1951
A Teheran, nozze tra Reza Pahlavi e Soraya Esfandiari
Con fasto orientale, ma alla presenza di pochissime persone, nella sala d’avorio del palazzo di marmo di Teheran, lo scià, Mohammed Reza Fahlevi, ha sposato oggi la principessa Soraya Esfandiari, che il popolo persiano ha salutato come la nuova «Rosa d’Oriente». La sposa indossava un abito di lamé argentato e imbrillantato, con una tiara di diamanti in capo, mentre lo scià era in uniforme militare blu scuro, con spalline d’oro e bandoliera argentata.
Sulla gradinata del grande palazzo di marmo rosa attendevano la sposa tutti i principi del sangue, il Primo ministro Razmara e 150 personalità. Alla sommità della scalea, solo, attendeva il sovrano. Lo scià, la sposa, la regina madre e sei fanciulle che reggevano il lungo strascico della sposa sono entrati nel palazzo, e, attraverso il grande atrio degli specchi, sono giunti alla sala d’avorio, festosamente addobbata per la cerimonia e illuminata da grandi candelabri di cristallo. Su un grande tappeto di inestimabile valore era collocato un grande scialle e, sopra di esso, due troni. La coppia reale ha preso posto sui troni e due sacerdoti musulmani hanno collocato davanti ad essa i simboli nuziali: il Corano, uno specchio e due candele.
Soraya ha aperto il Corano e ha letto un passo indicatole da un sacerdote.
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