31 marzo 1951
Sparano a un cugino dello Scià
Un nuovo attentato, il terzo della serie in un solo mese, e diretto contro la persona del cugino della consorte dello stesso Scià, ha improvvisamente acutizzato la crisi politica che scuote il Paese. L’attentato è stato perpetrato stanotte. Il cugino dell’imperatrice, Bakhtiari, ha riportato una ferita alla mascella e una a un polmone, ma si ritiene che possa sopravvivere. Il fatto è avvenuto nel centro petrolifero di Isfahan, teatro dei recenti scioperi, dove i lavoratori avevano recentemente preso d’assalto gli uffici governativi.
Il prof. Yahia Adi, della Università di Teheran, che ha avuto in cura il gen. Razmara e il dott. Zangeneh, vittime dei due ultimi attentati, è partito in aereo alla volta di Isfahan per porgere le prime cure al ferito. Yahia Bakhtiari appartiene a una delle più importanti tribù dell’Iran, residente nelle vicinanze di Isfahan, e dalla quale è oriunda anche l’imperatrice. Non si hanno ancora particolari sull’attentato. Come si ricorda uno sciopero era scoppiato a Isfahan, giorni fa, a causa delle divergenze fra i lavoratori e i proprietari delle locali filande. Lo stato d’assedio non è stato proclamato nella regione e il Governo aveva lasciato al governatore la facoltà di agire secondo le esigenze della situazione.
L’attentatore, un caporale dell’esercito persiano, è stato tratto in arresto. I motivi del delitto non sono stati ancora stabiliti.