26 marzo 1951
Iran. Legge marziale in sette centri petroliferi
La situazione persiana si è aggravata. Il Governo ha proclamato questa sera la legge marziale in sette località situate nelle zone petrolifere dell’Iran meridionale, compreso l’importante centro di Abadan dove sorgono alcune tra le principali raffinerie del Paese. Il provvedimento è stato preso per il diffondersi del movimento di sciopero iniziatosi presso le installazioni della Anglo-Iranian Oil Company. Gli operai degli impianti della Compagnia angloiraniana a Bandar Mashur, un porto sul Golfo Persico, e gli operai delle raffinerie di Aghajari si sono messi in sciopero da sabato scorso per ottenere un aumento salariale. All’agitazione si sono uniti ieri gli apprendisti e gli studenti che seguono i corsi della compagnia petrolifera nel centro di Abadan.
Il Governo ha dato disposizioni alla polizia della provincia di Khuzistan di procedere all’arresto di tre istigatori, appartenenti all’Associazione comunista per la « lotta contro la Anglo-Iranian Oil Company », che erano stati inviati colà da Teheran per organizzare disordini. Per tutto il giorno gli scioperanti hanno gridato: « Buttate a mare i pirati ... morte agli imperialisti ... dateci il nostro petrolio ».
Il governatore militare di Teheran ha inoltre ordinato l’arresto di nove persone considerate ostili alla corte imperiale. Si fanno i nomi dei giornalisti Varzani e Karimpur, quest’ultimo direttore del giornale Chureche, che in questi ultimi tempi ha indirizzato violenti attacchi ai membri della famiglia dello Scià. Gli altri arrestati sono membri della setta dei «Fratelli dell’Islam», la stessa a cui appartenevano gli attentatori alla vita del Primo ministro Ali Razmara e del vice-rettore dell’università di Teheran, AbduI Hamld Zanganeh. Questi ultimi arresti sono stati determinati dalla scoperta di un complotto per assassinare il governatore militare di Teheran, gen. Abdul Hussein Hejazi Gli arrestati sono stati trovati tutti in possesso di armi. La polizia ha dichiarato che nel loro nascondiglio è stata rinvenuta una lista di 40 persone da uccidere, fra le quali figuravano alti funzionari di Corte ed alcuni ministri del Governo Razmara. La polizia ha effettuato un’incursione anche in un’altra abitazione, alla ricerca del capo dei terroristi, Navab Safavi, ma costui era riuscito a darsi alla fuga pochi minuti prima dell’arrivo degli agenti.