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 2017  maggio 09 Martedì calendario

Da Eduardo a Svevo, le passioni italiane del neopresidente

PARIGI – L’unica vacanza che ha fatto da ministro è stata a Roma. Due anni fa Emmanuel Macron era volato nella Città Eterna con la moglie Brigitte per qualche giorno di riposo. Un soggiorno romano lontano dai riflettori. La coppia aveva prenotato un hotel in via Veneto, visitato qualche museo, godendo di un po’ di relax nei bar della dolce vita. Emmanuel Macron ama l’Italia. Non perde occasione di ripeterlo ogni volta che incontra un italiano. Il suo responsabile della comunicazione, Sylvain Fort, parla un italiano perfetto, ha vissuto a Roma quando era manager per Bnp Paribas. La cultura umanista del nuovo capo di Stato francese è vicina alla nostra. I biografi raccontano che è recitando “L’arte della commedia” di Eduardo de Filippo nel liceo di Amiens che a diciassette anni ha conosciuto la moglie Brigitte. L’insegnante di francese, appassionata di teatro, conosce bene anche Luigi Pirandello.
Macron ha letto tanti autori italiani, tra cui Umberto Eco e soprattutto Italo Svevo per il quale nutre un autentico culto. «Appartiene a quella generazione di intellettuali che hanno saputo vivere e immaginare l’Europa prima che fosse un progetto politico» aveva raccontato Macron a Repubblica nell’aprile 2015, poco prima di partecipare a un dibatitto organizzato dalla Luiss. Quanto ai politici con Matteo Renzi i contatti sono stati pochi. Macron ha conosciuto Renzi nel gennaio 2015, racconta il suo entourage, in occasione della grande manifestazione organizzata a Parigi dopo gli attentati di Charlie. Da allora si sono incrociati altre due volte, non di più. Il leader di”En marche” ha ripreso nel suo programma l’idea del Pass Culturale per i giovani. Poi ha scoperto che Renzi l’aveva copiato con il suo movimento “In Cammino”, e si è congratulato su Twitter quando ha vinto le primarie a fine aprile.Gli interlocutori italiani con cui Macron ha una vecchia consuetudine sono i due ex premier dai percorsi simili al suo: Mario Monti ed Enrico Letta. Con l’ex premier, che vive a Parigi ci sono «regolari scambi» spiega uno degli sherpa di Macron. Il nuovo presidente non conosce ancora personalmente Paolo Gentiloni, con cui però c’è stato una conversazione telefonica anche ieri e si parla anche di un prossimo incontro bilaterale tra Roma e Parigi «forse prima del G7 in Sicilia».