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 2017  maggio 09 Martedì calendario

Un milione di sedicenni alle urne

Luigi Di Maio apre (o socchiude) la porta e Beppe Grillo mette un paletto. Ovvero: siamo disponibili a votare una legge elettorale che in gran parte accolga le proposte di Matteo Renzi però abbassiamo la soglia dell’età degli elettori: 16 anni anziché gli attuali 18. E al Senato il gradino dei 25 anni per essere eletti portato a 20.
In passato sia il Pd che la Lega avevano detto sì ai sedicenni alle urne. «Sarebbe bello», aveva sostenuto Renzi, «coinvolgere di più e meglio i ragazzi perché i Millennials hanno un sacco di valori». E Matteo Salvini: «I sedicenni di oggi non sono più come quelli di un tempo, sono molto più formati e coinvolti. Abbiamo presentato due anni fa una proposta di legge per il diritto di voto a 16 anni».
Che faranno adesso di fronte alle proposta (che implica però un ritocco alla Costituzione) dei 5Stelle? La quale ovviamente è anche sospinta dalle analisi del voto, che danno i giovanissimi più propensi a votare per il movimento grillesco rispetto agli elettori attempati. Ciò in una situazione politica piuttosto complicata, con gli schieramenti più o meno alla pari. Un fatto che potrebbe rimescolare le carte.
Alle primarie Pd i sedicenni hanno votato. In Europa c’è il caso dell’Austria, dove si accede alle urne dai 16 anni in su, in Germania solo per le amministrative e solo in alcune regioni, in Scozia è stato consentito in occasione del referendum sull’indipendenza. Dice Alessandro Rosina, docente di Demografia alla Cattolica di Milano: «I 16 e 17enni sono poco più di un milione e 100 mila. Controbilanciano attualmente la popolazione over 87. La loro aggiunta all’elettorato consentirebbe ai giovani fino ai 35 anni di avere un peso analogo agli elettori anziani (i 65 anni e più), mentre attualmente i primi sono sotto di oltre un milione di potenziali voti rispetto ai secondi».
Il dibattito è avviato. Luigi Di Maio ha detto in tv: «Siamo aperti a fare una legge elettorale col Pd che è il partito di maggioranza in parlamento. Non perché il Pd abbia la credibilità per governare, ma perché serve oggi una legge elettorale che dopo le prossime elezioni politiche permetta di governare il Paese e a chi vince di realizzare il proprio programma. La base è il Legalicum (l’ibrido sistema elettorale in campo dopo le due sentenze della Corte costituzionale, Ndr), dica il Pd cosa vuole cambiare, parliamone e poi portiamo la legge in Commissione. Noi proponiamo premi alla lista al 40% e soglie di sbarramento a 5%. È impensabile il premio alla coalizione, si riproporrebbero le grandi ammucchiate. A Renzi e al Pd diciamo: scegliete se fare una legge per il Paese o per Angelino Alfano, Pierferdinando Casini, Silvio Berlusconi e quelli che vogliono rientrare a tutti i costi in Parlamento».
Una disponibilità reale o una polpetta avvelenata? Beppe Grillo sul suo blog lancia la condizione di abbassare il limite d’età degli elettori: «A 16 anni puoi lavorare, puoi pagare le tasse, ma non puoi votare. Un giovane non può determinare il suo futuro attraverso la scelta del governo nazionale del suo Paese. È un controsenso perché il giovane è il primo a doversi esprimere sul futuro, è colui infatti che lo vivrà più di altri, che ha più diritto a esprimersi su scelte realmente sostenibili. Che mondo lo aspetta con le decisioni folli fatte dalle generazioni che lo hanno preceduto? Generazioni che probabilmente maledirà in futuro? Se un sedicenne è immaturo (una vecchia leggenda...) come giudicare maturi o saggi coloro che investono in armi, distruggono l’ambiente, scatenano le guerre, che gli sottraggono il diritto alla pensione e al lavoro?»
I social sono stati mobilitati con l’hashtag #voto16. Già il M5s ha votato per l’estensione del voto ai sedicenni nella riforma della legge elettorale europea ma l’emendamento non è passato. Quanto al Senato: «L’Italia è l’unico Paese al mondo», dice Grillo, «in cui i cittadini devono attendere i 25 anni d’età per godere i pieni diritti politici, causando distorsioni vistose nella composizione di Camera e Senato che sono tra le cause dell’ingovernabilità».
A bocciare la proposta è l’Osservatorio sui diritti dei minori: «Grillo non immagina quanto pericoloso sia il processo di adultizzazione forzato e quali ricadute sociali esso abbia. Tra 48 e 50 anni la differenza emotiva, psichica, biologica in un soggetto è inesistente. Tra un sedicenne e un diciottenne, invece, intercorre una differenza abissale, che si sottovaluta per ignoranza in materia e superficialità. A 16 anni si è in età evolutiva, cioè un periodo preziosissimo di formazione, di maturazione, in cui l’individuo palesa del tutto naturalmente instabilità emotive di non poco conto ed è per tali ragioni che la visione grillina è inaccettabile».
Di parere opposto è l’Unione degli studenti, organizzazione di sinistra: «Abbassare la soglia del voto a 16 anni permetterebbe di far acquisire un giusto peso non tanto al voto “dei” giovani, quanto “per” i giovani, per la cancellazione della precarietà, per il diritto allo studio, all’abitare, alla partecipazione, alla socialità e tante altre rivendicazioni».
Secondo un sondaggio di Emg-AquaGroup, dai 16enni e 17enni il M5s otterrebbe 180 mila voti ma il centrosinistra e il centrodestra sarebbero a ruota, con 135 mila. In pratica Grillo aggiungerebbe lo 0,4% alla sua percentuale, solo un’incollatura più degli altri.
Twitter: @cavalent