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 2017  maggio 09 Martedì calendario

Derby Parigi-Roma, in 10 anni transazioni per 100 miliardi

L’arrivo di Emmanuel Macron ai vertici dello Stato francese potrebbe focalizzare nuovamente i riflettori sulle relazioni imprenditoriali e finanziarie tra Parigi e Roma.
Le partite sul tavolo sono tantissime. Il derby finanziario tra Francia e Italia degli ultimi dieci anni vale un centinaio di miliardi di euro. L’ultima operazione, in ordine temporale, è quella dell’acquisizione da parte dell’italiana Atlantia della famiglia Benetton della iberica Abertis: al di là dell’asse con Madrid, infatti, c’è da rilevare che una buona parte del fatturato del nuovo gruppo verrebbe generato dalle autostrade francesi che vengono date in concessione dal governo transalpino.
Del resto, come dimostrano i numeri, le operazioni francesi in Italia sono state numerose negli ultimi anni, solo in piccola parte controbilanciate da acquisizioni italiane in Francia.
Tra il 2006 e fine 2016, secondo i dati Kpmg, i player francesi hanno infatti rilevato 185 aziende italiane per un controvalore di 49,8 miliardi di euro. Nel dettaglio il 2016 è stato l’anno record in termini di volumi con 34 transazioni.
I riflettori sono stati puntati lo scorso anno sprattutto su telecomunicazioni, alimentare, lusso e finanza. Nel corso del 2016 Vivendi ha infatti acquistato pertecipazioni rilevanti in Telecom e Mediaset raggiungendo la soglia dell’Opa. Ne è poi nata, sul fronte televisivo, la controversia legale con la famiglia Berlusconi. Mentre su Telecom Italia la posizione di controllo del gruppo presieduto da Vincent Bollorè è finita sotto l’esame dell’Unione europea.
Sempre lo scorso anno, a dicembre, c’era stato invece l’annuncio di Unicredit della cessione di Pioneer ad Amundi per un controvalore di 3,545 miliardi e l’Opa residuale (poi fallita) lanciata da Lactalis sul 12,26% del capitale di Parmalat.
Infine, c’è stata la maxi-operazione da 50 miliardi di euro della Luxottica di Leonardo Del Vecchio, che si è fusa con il gruppo Essilor.
Da notare che nell’ultimo decennio le aziende italiane, sempre secondo Kpmg, hanno rilevato 97 aziende francesi per un controvalore di 7,6 miliardi di euro. Il 2016 è stato anche l’anno record, sia per volumi che per controvalore, delle acquisizioni italiane verso asset francesi con 21 transazioni per 2,5 miliardi di euro.
Lo scorso anno si è fatta ad esempio notare, nel settore alimentare, Lavazza grazie all’acquisizione del gruppo francese Carte Noire per 700 milioni di euro.
Ma la transazione maggiore, almeno in termini di echi politici della vicenda, è stata quest’anno. Fincantieri ha infatti avuto il via libera del governo francese nel processo di acquisto del 66,66% dei cantieri navali Stx France di Saint-Nazaire.
Complessivamente, dunque, il totale delle relazioni Italia-Francia supera i 100 miliardi di euro di transazioni.
E già si guarda ai prossimi dossier. Sul tavolo del nuovo esecutivo Macron finiranno diverse operazioni sull’asse con Roma-Parigi. Il settore delle Tlc sarà quello più «caldo».
Si guarda alle mosse di Vivendi, costretta a scegliere tra Telecom Italia e Mediaset. Non è un mistero che osservatore interessato della vicenda a Parigi è Orange, la ex-France Telecom.
Da tempo Orange guarda a un’acquisizione al di fuori dei propri confini e Telecom Italia potrebbe essere un target. Ma Orange è oggi controllata dallo Stato Francese in modo netto (circa il 25%), mentre non si può dire altrettanto per Telecom Italia che è in mano a Vivendi.
Ora il nuovo governo Macron potrebbe decidere di dare la linea strategica per settori chiave come appunto le telecomunicazioni aprendo un dialogo con il governo italiano.