ItaliaOggi, 9 maggio 2017
Diritto & Rovescio
L’inchiesta giudiziaria «Why not» fu iniziata dal pm Luigi de Magistris che, diventato famoso come pm d’assalto, scelse poi di farsi eleggere sindaco di Napoli. De Magistris era sicuro di aver messo le mani su un pesce gigantesco: Tonino Saladino, rappresentante della Compagnia delle opere in Calabria. Undici anni di processo. Sei giudici: rito abbreviato, Cassazione, appello, Cassazione, appello. Ventisette capi di imputazione. Quattro puntate di Anno zero, 5.300 articoli di giornale. Sputtanamento cosmico. E infine prosciolto. Un’intercettazione chiave aveva colto l’imputato che conversava con un direttore di banca. Discutevano del conto «Bella Chioma». I giornali (imbeccati da chi?) titolarono entusiasticamente: «Scoperto il conto segreto di Saladino». Il conto invece era quello della moglie che infatti si chiama Cinzia Bellachioma. «Scritto tutto di seguito», precisa adesso Saladino che, evidentemente, nonostante sia stato asfaltato dalla giustizia (?) conserva ancora un briciolo di umorismo.