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 2017  maggio 07 Domenica calendario

Il signor Ferilli regala 7 milioni ai poveri

Disse Sabrina Ferilli: «Se la Roma vince lo scudetto mi spoglierò nuda». Era il 2001 e la Roma arrivò prima in campionato, ma la promessa fu mantenuta solo in parte: quando squadra e tifosi festeggiarono la vittoria al Circo Massimo, la Ferilli sfilò dinanzi ad un milione di persone in delirio vestita con un bikini e con la bandiera giallorosa in mano. Fu un bel vedere, anche perché il bikini era color carne, ma nuda non era. Ora speriamo che il legittimo consorte, il Signor Ferilli, mantenga la promessa. Il Signor Ferilli (nessun intento dispregiativo, per carità, ma solo il riconoscimento che è lui il marito e che in fatto di promesse in famiglia l’esperta è la moglie) è Flavio Cattaneo, 53 anni, dal 2016 amministratore delegato di Tim. Ha detto Flavio Cattaneo, confermando anche le sue dichiarazioni: la mia intenzione è quella di rinunciare al «long term incentive» 2017-2019 per un importo fino a 7 milioni di euro, che devolverò in beneficenza. E ha aggiunto: «I destinatari non sono stati ancora individuati, ma saranno famiglie di Tim in difficoltà che verranno identificate». 
I NUMERI 
Beninteso: il «long term incentive» è solo un bonus che va ad arricchire la retribuzione di Cattaneo, non certo l’intera retribuzione. Anche senza incentivo, Cattaneo se la passerà decisamente bene. Qualche numero: l’ad di Tim ha una remunerazione annua lorda fissa di un milione e quattrocentomila euro. A questa si aggiunge un premio legato al raggiungimento degli obiettivi fissati dal consiglio di amministrazione. In particolare: il 50 per cento in più se viene raggiunto il target minimo. Il 150 per cento con target massimo. Un po’ complicato, ma non parliamo della busta paga di un metalmeccanico o di un dipendente del Catasto, stipendio, contingenza, eventuali festivi e una miseria finale: ad di una delle più grandi compagnie telefoniche europee. Ovvio che lo stipendio debba essere all’altezza. Oltretutto, con Cattaneo amministratore delegato, la Tim nel primo trimestre di quest’anno ha fatto registrare un’impennata dei ricavi: 4,8 miliardi di euro, con un balzo in avanti rispetto allo scorso anno dell’8,5 per cento. È il miglior risultato dal 2012 ad oggi. 
DOPPIA LODE 
Lode al cavalier architetto (è laureato al Politecnico di Milano) Flavio Cattaneo, ottimo dirigente dalle ottime intenzioni. Nel Paese in cui nessuno rinuncia a nulla, il Paese dei vitalizi perenni, delle baby-pensioni, degli enti inutili e intramontabili, dei mille e diecimila presidenti, vicepresidenti, sottopresidenti e pseudopresidenti assisi in poltrona al solo scopo di mettersi in tasca a fine mese un mucchio di quattrini, il Paese in cui le banche falliscono e i capi delle banche salvate con i nostri soldi ricevono liquidazioni stratosferiche, finalmente un dirigente che fa il suo mestiere senza stare continuamente in vetrina e con un occhio fisso ai suoi dipendenti in difficoltà. Ammettiamolo: non capita tutti i giorni, e neppure tutti gli anni o decenni. Anzi, di fatto non capita mai: questo è il Paese dove si prende, anche illecitamente, e non si dà, neppure sotto tortura. 
Doppia lode a Flavio Cattaneo, ma solo ad un patto. Eccellentissimo ad, visto che i dipendenti Tim da premiare li sceglierà lei, per favore ne trovi qualcuno veramente in difficoltà, che non abbia mai evaso il fisco, abbia sempre lavorato onestamente e non abbia scroccato telefonate. E sarà quello il giorno in cui anche noi, utenti Tim, faremo pace con il telefono e le relative bollette, con il modem che salta e il 187 che ci mette in coda: benvenuto... digita... vi preghiamo di attendere in linea... il primo operatore vi risponderà appena possibile... e chissà perché l’operatore non risponde. Attesa lunga e vana, come quel giorno del 2001, Circo Massimo, Roma campione e Sabrina Ferilli solo in bikini. Dottor Cattaneo, non così, mi raccomando.