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 1951  marzo 08 Giovedì calendario

Oggi a Teheran i funerali di Ali Razmara

Teheran 8 marzo, matt. Nessun incidente ha fatto seguito, almeno sino a stamane, all’uccisione del Primo Ministro, Ali Razmara. Nella capitale persiana, ormai, come rileva un corrispondente di una agenzia americana, si nota una inspiegabile indifferenza per l’accaduto, il che avvalora l’ipotesi che l’assassinio di Razmara non abbia alcun retroscena, ma sia unicamente la conseguenza del fanatismo religioso. L’avvenimento pone nuovamente in primo piano la questione persiana, ossia il mantenimento di un equilibrio tra Occidente e Oriente che Razmara era effettivamente riuscito a creare. Saprà il suo successore fare altrettanto? Questo è quanto si chiedono stamane gli osservatori politici.

Dopo una riunione straordinaria di Gabinetto, lo Scià, come già annunciato, ha chiamato provvisoriamente a reggere il Governo Khalil Fallimi, che da un mese era ministro senza portafoglio. Fallimi non rappresenta comunque che una soluzione provvisoria della crisi. Sembra che il posto sia stato offerto all’ex-ambasciatore negli Stati Uniti, Hossein Ala, il quale avrebbe peraltro rifiutato. Si fa pure il nome del vecchio Ghavam Sultaneh. già Primo Ministro. Si rileva pure che nell’assassinio non hanno alcuna parte i comunisti, benché non sia escluso che essi cerchino ora di approfittare della situazione. L’attentatore, interrogato dalla polizia, ha dichiarato di aver compiuto il delitto, perché il Primo Ministro « aveva consegnato il Paese al forestiero ». Consta che nell’ultima riunione del « Fadayan Islam » (« i crociati dell’Islam ») cui appartiene l’assassino, erano state lanciate invettive a Stalin, a Truman e a Re Giorgio d’Inghilterra, chiedendo la fine delle « interferenze straniere ».

I funerali di Ali Razmara avranno luogo stamane. Il servizio funebre avrà inizio nella moschea di Sepah Salar poco dstante dal luogo dove ieri è avvenuto l’attentato. Nelle strade della capitale stamane vi sono segni di lutto. In un bazar un uomo ha gridato: « Liberate l’assassino! ». Queste parole non hanno però avuto seguito per;hè i presenti si sono messi a ridere.