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 2017  maggio 07 Domenica calendario

Prestiti e propaganda, quel lungo filo rosso tra Le Pen e Putin

MOSCA Quando il 24 marzo scorso Marine Le Pen venne in visita nella capitale russa, a sorpresa ebbe un faccia a faccia con Vladimir Putin. Fu un colpo da maestro. Per lei la dimostrazione, nonostante le smentite ufficiali, di un imprimatur alla sua corsa all’Eliseo da parte del Cremlino, che inizialmente sembrava avesse appoggiato Fillon. Per Putin un messaggio politico all’Europa. Nelle caute dichiarazioni di rito, il leader del Cremlino rivendicò il diritto d’incontrare «una rappresentante di uno spettro politico che si sviluppa molto rapidamente in Europa». Mentre Le Pen disse senza veli: «In questi ultimi anni è emerso un nuovo mondo. È il mondo di Putin, Trump, Modi. E io sono quella che condivide con queste grandi nazioni una visione di cooperazione». Un’allusione alla prospettiva di un nuovo asse nazionalista Washington-Parigi-Mosca se mai fosse stata eletta presidente. Le Pen negò poi di aver discusso di finanziamenti russi alla sua campagna in quel faccia a faccia (il primo a sua detta, il terzo secondo le ricostruzioni della stampa francese), ma l’ombra del sostegno del Cremlino pesa da tempo sul Front National.
In passato il partito di estrema destra non ha fatto mistero di aver ricevuto soldi in prestito da banche russe con l’alibi del rifiuto di quelle francesi: 11 milioni di euro solo nel 2014 – due da un oligarca russo, nove dalla Prima Banca Ceco-Russa (Fcrb) – e altri tre nel giugno 2016 dalla banca russa Strategia. La stampa allora insinuò che, in cambio dei prestiti, la Russia avesse comprato il suo ascendente sul partito. «Aver ottenuto un prestito determinerebbe la nostra politica estera? Siamo da tempo filo-russi!», ribatté Le Pen a Le Monde.
Non a torto. Già nel 2011, intervistata da Kommersant, aveva rivendicato di essere un’ammiratrice di Putin.
Ma è dopo la crisi ucraina che Marine ha conquistato il cuore della Russia invocando più volte la rimozione delle «totalmente stupide» sanzioni e sostenendo che non c’era stata alcun’invasione della Crimea perché la penisola era «russa da sempre». All’Europarlamento, del resto, i 22 esponenti del Fn hanno sempre votato in blocco in difesa degli interessi di Mosca: respingendo l’accordo di associazione con l’Ucraina nel 2014 e bocciando un rapporto sulla propaganda russa anti-Ue lo scorso novembre.
Mosca non ha mancato di ricambiare il sostegno. In tv e sui giornali la candidata 48enne all’Eliseo è stata nei mesi scorsi oggetto di costante adulazione. “Una bionda carismatica”, l’ha definita la Rossiskaja Gazeta. Mentre Komsomolskaja Pravda ha messo in guardia da una sua sconfitta: «In Francia – ha titolato – potrebbe cominciare una guerra civile». I media russi in lingua inglese Rt e Sputnik hanno lanciato una campagna propagandistica anti-Macron insinuando che fosse gay tanto da vedersi negare gli accrediti ai comizi del leader del partito “En Marche!”. Hacker russi si sono infiltrati lo scorso marzo nei server del partito dell’ex ministro dell’Economia e si sospetta possano essere responsabili del pirataggio delle email e dei documenti diffusi ieri. Il Cremlino ha negato ogni coinvolgimento ma, dopo l’hackeraggio dei server del Comitato nazionale democratico e della campagna di Hillary Clinton lo scorso anno, le interferenze russe in un’elezione occidentale non appaiono più un’ipotesi così remota.
Certo, la stampa russa ne è consapevole, i “MacronLeaks” difficilmente ribalteranno i pronostici che davano Le Pen per sfavorita facendo sfumare l’ipotesi di un nuovo asse Putin-Le Pen-Trump. L’unica a crederci ancora sembra essere Maria Katasonova. «Vincerà», dice a Repubblica. «È l’unica che può scongiurare la morte dell’Europa e che crede in un mondo multipolare». Ventun anni e aspetto da modella, fondatrice del movimento “Donne con Marine”, Katasonova è la “fan numero uno” di Le Pen in Russia. Dopo aver festeggiato l’insediamento di Trump alla Casa Bianca, per Katasonova è l’ora di puntellare il “nuovo ordine mondiale” con l’ultimo tassello. La vittoria di Marine. Perciò stasera ha invitato tutti i suoi sostenitori moscoviti a seguire insieme in un locale del centro di Mosca i risultati del ballottaggio presidenziale francese. «Solo Marine può garantire stabilità alla Francia e all’Europa».