Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  maggio 07 Domenica calendario

L’amaca

Sgridare gli altri. La massima parte dei post, dei tweet, dei commenti online, ma anche delle dichiarazioni dei politici, dei titoli di giornale, delle inchieste puntute, degli editoriali severi, ha lo scopo di rimproverare qualcuno, accusarlo di qualcosa, rinfacciargli qualcos’altro. Le beghine e i beghini del web sono ovviamente in prima fila, il loro rosario di maledizioni è senza tregua. Una specie di Torquemada diffuso e capillare: per immettersi nel mainstream digitale senza dare nell’occhio basta dare del porco a questo e della scimunita a quella, e si viene subito bene accolti. Ma la tendenza è generalizzata, non ricordo di avere mai visto tanti italiani col ditino alzato che si sgridano a vicenda, facendo di ognuno un portatore di colpa al quale la colpa, per soprammercato, va ricordata appena si alza al mattino e anche quando si corica alla sera.
I rimproveri fanno parte della vita, bisogna saperli accogliere anche da adulti, quando ti illudi di averla fatta franca. Ma qui sembra di essere tornati a scuola dalle suore, però nella versione petulante e noir di Guccini: “Vecchie suore nere con che fede in quelle sere avete dato a noi il senso di peccato e di espiazione”.