La Stampa, 8 maggio 2017
Cantando e ballando le regole della grammatica non si dimenticano più
Per terra, nell’aula della prima elementare a Pino Torinese, Comune della collina sopra Torino, i bimbi dispongono le tovagliette. Su ciascuna hanno disegnato una lettera. La maestra Maria Cristina Meloni inizia a suonare la chitarra: comincia così la lezione di Sillaballo, imparare a leggere e scrivere ballando e cantando.
Gli alunni spostano i piedi da una lettera all’altra a ritmo di musica: «E, come per magia – racconta maestra Cristina – si formano le parole». Parole e storie: come quella della Regina Acca, una regina che non riesce a parlare, dice la canzone, ma, quando «ci» e «ce» la prendono per mano e fanno il girotondo, lei riacquista la voce e dà suono a chi e che. Maria Cristina Meloni ha 48 anni e una passione per la musica che la accompagna da quando era piccola. Ora è al quarto ciclo di insegnamento e quest’anno riparte da una prima. «Ogni volta è come quando ci si innamora di nuovo», dice parlando dei suoi allievi. A Pino ha incontrato il musicista Andrea Vaschetti, autore di canzoni per lo Zecchino d’Oro. «Avevo in testa le filastrocche e le canzoni, lui mi ha dato la musica e il ritmo». I bambini cantano le filastrocche e imparano le regole grammaticali. Che non dimenticano più. «Il mio metodo serve a memorizzare la regola, ma anche ad avere modo di recuperarla quando serve», racconta Cristina. Basta ricordare la filastrocca e il gioco è fatto. Ecco allora che la presentazione del modo Indicativo del verbo passa attraverso una parola magica «P.I.Pa:RE». «FUse», invece, è la somma delle iniziali di tutti i tempi semplici dell’indicativo. P= presente I = IMperfetto, PA:RE passato remoto, FU se = futuro semplice, il tutto musicato con un ritmo rap.
Gli avverbi, poi, «son parole prive di magia, rimangon sempre uguali non hanno fantasia», recita la canzone e per riconoscerli nella frase basta farsi guidare da semplici domande che diventano un tormentone nel ritornello «Dove? Ma sono qui» oppure «Come? Ma cosa c’entra?». E ora la grammatica insegnata con la musica è un libro: «Sillaballo e Grammaticanto» (Edizioni Didattica Attiva) sarà presentato al prossimo Salone del Libro. Ogni capitolo corrisponde ad una regola e ad una canzone-balletto. C’è posto pure per le «Parole piccoline»: «Tu le devi imparare, se bene vuoi parlare».