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 2017  maggio 08 Lunedì calendario

«Incendio di Pomezia, sui tetti c’era amianto». Scuole chiuse nell’area

ROMA Brutte notizie: «Nelle coperture del tetto dei capannoni della Eco X era presente amianto incapsulato. Me l’hanno confermato i vigili del fuoco – rivela il direttore del dipartimento prevenzione della Asl Roma 6, Mariano Sigismondi —. Ora si dovrà valutare l’effetto del calore sprigionato dall’incendio su questa particolare sostanza».
Smentito, dunque, l’amministratore unico dell’azienda di stoccaggio e smaltimento di Pomezia, Antonio Buongiovanni, che aveva escluso la presenza dell’amianto.
Considerando quello che abbiamo visto venerdì scorso, cioè le alte fiamme e la nube nera, l’effetto non dovrebbe essere stato dei migliori: «È probabile che ci sia stata una dispersione di microfibre di amianto nell’atmosfera – dice il direttore dell’Istituto per l’inquinamento atmosferico del Cnr, Nicola Pirrone —. Ritengo la situazione molto preoccupante e mi aspetto che l’incapsulamento dell’amianto presente nelle coperture del tetto non abbia resistito alle altissime temperature».
«Ora la priorità è mettere in sicurezza il sito – continua il direttore della Asl, Sigismondi —. Finché l’incendio non è del tutto spento, non si può andare sul posto a fare le verifiche». A questo proposito, i vigili del fuoco prevedono che la fase dell’emergenza sarà superata oggi stesso.
La nube nera ormai s’è dissolta, ma ieri sera resistevano ancora alcuni focolai. «Al momento i dati sulla qualità dell’aria non rilevano criticità e sono tutti nella norma – assicura la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che segue gli sviluppi dal Centro operativo comunale —. Vorrei tranquillizzare i cittadini: secondo l’Arpa Lazio nell’aria non ci sono sostanze inquinanti o pericolose per la nostra salute». Eppure, a Pomezia, l’epicentro del rogo, la situazione non è tranquilla. Il sindaco Fabio Fucci (M5S), collega di partito della Raggi, ha deciso per oggi e domani la chiusura in via precauzionale di tutte le scuole «al fine di consentire le operazioni di pulizia straordinaria». Non solo. Lo stesso Fucci, come pure il commissario straordinario del Comune di Ardea, Antonio Tedeschi, d’accordo con la Asl Roma 6, hanno firmato un’ordinanza per vietare la raccolta di ortaggi e il pascolo di animali in un raggio di 5 chilometri dal luogo dell’incendio, così come l’utilizzo di foraggi provenienti dall’area. E non manca neanche l’invito a mantenere al chiuso gli animali da cortile, evitando di farli razzolare.
L’incubo è la ricaduta dei fumi. All’ospedale Sant’Anna di Pomezia, nel weekend, si sono presentate 4 persone «lamentando mal di testa e bruciori a occhi e gola – dicono i sanitari – ma dopo le cure del caso sono state dimesse». Il sindaco Fucci, però, non si fida: «In attesa, nei prossimi giorni, degli ulteriori risultati sulla qualità dell’aria da parte dell’Arpa Lazio (i dati, cioè, su diossine e Ipa, gli idrocarburi policiclici aromatici, ugualmente cancerogeni, ndr) rimane valido l’ordine di evacuazione per i residenti che vivono nel raggio di 100 metri».
Mentre per aziende e abitazioni presenti nel raggio di 2 chilometri resta solo la raccomandazione di tenere porte e finestre chiuse. Il pm di Velletri Luigi Paoletti ha aperto un fascicolo per incendio colposo, reato al momento ipotizzato contro ignoti, ma non è escluso che già in settimana possano esserci i primi indagati. In caso di processo «a carico di eventuali responsabili – annuncia il sindaco Fucci – il Comune di Pomezia si costituirà parte civile».