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 2017  maggio 08 Lunedì calendario

Massimo Carrera sbanca con lo Spartak: «Grazie a Conte»

La gloriosa scuola di Coverciano continua a brillare anche all’estero. Dopo la vittoria di Ancelotti con il Bayern e in attesa che Conte si prenda la Premier, Massimo Carrera conquista il titolo di Russia con Spartak Mosca, il decimo del club della Capitale nell’era post-sovietica, 16 anni dopo l’ultimo. Dopo il successo sul Tom di sabato, il k.o. in casa dello Zenit contro il Terek Grozny ha assegnato lo scudetto con 3 giornate di anticipo. Carrera diventa così il secondo italiano, dopo Spalletti proprio con lo Zenit a vincere in Russia. 
Allora, Carrera, cosa si prova?
«Abbiamo pianto per l’emozione. Io e mia moglie Pinny, che è sempre stata partecipe nella mia vita in tutto per tutto, come le mie figlie. Eravamo tutti insieme in un locale di Mosca per seguire la partita dello Zenit e al fischio finale ho provato un’emozione fortissima. Un risultato molto bello e importante per tutta la nostra famiglia e per la mia carriera. Sono felice per i giocatori, per i nostri tifosi, per il nostro presidente Leonid Fedun che tiene moltissimo al club e che ha fatto costruire lo stadio. È la vittoria di tutti».
E tra poco dovrebbe toccare al suo ex «capo» Antonio Conte.
«Sono convinto che Antonio ce la farà, glielo auguro di tutto il cuore. Conte è un grande, l’ha dimostrato con la Juve, con l’Italia e ora con il Chelsea. Gli devo molto e rimarrò sempre suo fan. Forza Antonio!».
Prima di lei ha vinto anche Ancelotti.
«È un altro grande allenatore italiano. Lo scudetto del Bayern di Ancelotti è l’ennesima dimostrazione che la nostra scuola di allenatori è fortissima e ricercatissima. Noi italiani siamo in grado di trasmettere i valori importanti, la nostra cultura di lavoro e la passione vengono apprezzate all’estero, e ci stimano per questo. È una cosa bellissima che mi rende molto orgoglioso».
Eppure lei ha iniziato allo Spartak come vice di Alenichev e poi come allenatore ad interim. 
«Quando sono stato promosso non sapevo quanto sarebbe durata: inizialmente si parlava di appena due partite. Ma abbiamo subito creato un bel gruppo, siamo diventati una vera famiglia, ed è questo che mi rende felice. Non ho vinto io, Massimo Carrera, abbiamo vinto noi dello Spartak Mosca. È fondamentale! Ed io ringrazio tutti i miei giocatori, dal primo all’ultimo, che hanno fatto gruppo e non hanno mai mollato, anche quando le cose andavano maluccio. E i tifosi sono stati il 12o uomo».
Cosa c’è nel prossimo futuro di Massimo Carrera?
«Abbiamo un allenamento mattutino nel nostro ritiro di Tarasovka. E tre partite da onorare. Non voglio distrazioni, vorrei superare i 70 punti».
E l’anno prossimo la Champions, magari contro Conte.
«Se non mi cacciano via vorrei rimanere (ride). Nel calcio passa tutto molto in fretta, c’è sempre da stare in grande forma, da star attenti! A parte gli scherzi, per adesso non penso ad altro, la mia squadra è lo Spartak. È la mia grande famiglia, e voglio rimanerci per continuare a trasmettere le emozioni positive a tutti quelli che tifano per la nostra squadra».