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 2017  maggio 08 Lunedì calendario

Macron ottavo presidente della repubblica francese

Emmanuel Macron, 39 anni, è il nuovo presidente della Repubblica francese, l’ottavo della serie e il più giovane della Quinta repubblica. Ha vinto il ballottaggio contro Marine Le Pen, leader del Front National, con una percentuale che, a un quarto delle schede scrutinate, si aggira intorno al 65%. Più alta del previsto, come più basso del previsto è il consenso per Marine, che soscilla intorno al 34%. Il 12% degli elettori ha infilato nell’urna una scheda bianca o nulla, record da non sottovalutare. In calo anche l’affluenza rispetto ai precedenti ballottaggi, non superiore al 75% (il dato ufficiale delle 20.00, ora di chiusura delle urne, non c’è ancora mentre scriviamo). Si diceva già, ieri sera, che Marine, dopo questa sconfitta uscirà di scena. Ha forse ancora una possibilità di rifarsi alle legislative di giugno, dove il partito del presidente, En Marche, nato da appena un anno, non può forse sperare in un consenso troppo largo. Al primo giro, due settimane fa, Macron prese poco più del 24%. Sarà forse quello delle legislative il momento del candidato della destra di Sarkozy, cioè François Fillon. Oppure dell’uomo dell’estrema sinistra, che non ha voluto platealmente schierarsi con Macron, Jean-Luc Mélenchon.  

Credo che avremo tempo di parlarne. Prime dichiarazioni di Macron?
«Oggi inizia una nuova era di speranza e fiducia per la Francia. È per me un onore e una grande responsabilità. Rispetto la decisione di chi ha avuto dubbi, proteggendo i più deboli, garantendo l’unità della Nazione. Dietro ogni parola che ho pronunciato ci sono volti, vite, voi. È a voi che mi rivolgo. Siamo eredi di una grande storia e di un grande messaggio da trasmettere. Difenderò la Francia, i suoi interessi vitali. E difenderò l’Europa. Voglio intessere di nuovo i legami che uniscono gli interessi europei. Rispetterò gli impegni presi, anche la lotta per il clima. Sarò, saremo in prima linea contro il terrorismo, una battaglia che porteremo avanti senza debolezze. Si apre una nuova pagina, di speranza e di fiducia. Non mi lascerò fermare da niente, da nessuno. Mi batterò con tutte le mie forze e costruiremo un futuro migliore. Cari concittadini, rendo omaggio al presidente Hollande. Nei prossimi cinque anni la mia reposnsabilità sarà ritrovare l’ottimismo, servire la Francia a nome vostro». Hollande ha risposto con questa dichiarazione: «Questa vittoria così ampia dimostra che una grande maggioranza dei nostri concittadini ha voluto riunirsi intorno ai valori della Repubblica segnando il loro legame all’Unione europea e all’apertura della Francia nel mondo». Macron ha fatto festa davanti al Louvre in una piazza tripudiante di tricolori, sgombrata assai presto ieri pomeriggio e tenuta sotto controllo per evidenti motivi di sicurezza. Nel Paese sono stati dispiegati 50 mila tra poliziotti e gendarmi più 7 mila militari dell’Operazione Sentinelle. I cani, hanno raccontato le agenzie, avevano annusato più di una borsa sospetta durante la giornata. E tuttavia non s’è trovato niente di particolare.  

E Marine?
Marine Le Pen ha radunato i suoi allo Chalet du Lac. Ha telefonato al vincitore e gli ha parlato cordialmente, cosa che riesce difficile da credere dopo quello che abbiamo visto in televisione mercoledì scorso. «I francesi hanno scelto la continuità» ha detto. «Siamo inquieti di fronte alle prospettive del prossimo quinquennio. Propongo di trasformare il nostro movimento. Per noi è un risultato storico che pone il fronte patriottico come prima forza d’opposizione. Porterò avanti la battaglia per coloro che vogliono scegliere la sicurezza e l’identità della Francia». Il numero due del partito, Florian Philippot, ha annunciato che il Front National cambierà nome.  

Dopo l’Olanda, è una seconda sconfitta per i populisti.
Proprio così. Alla fine delle fini gli europei sembrano volersi tenere l’euro e la Ue. L’arrivo di Macron all’Eliseo è stato salutato con entusiasmo dalla Merkel: «La sua vittoria è una vittoria per l’Europa unita». Ed è vero, a parte il fatto che Macron ha sempre detto di volerla cambiare, l’Europa. Metto tra le reazioni estere anche quella di Renzi, condita dai soliti cancelletti. «La vittoria di Macron scrive una straordinaria pagina di speranza per la Francia e per l’Europa. #Enmarche! #incammino».  

Che cosa immaginiamo che faccia il nuovo presidente?
Stando all’ultimo saggio uscito su di lui (Mauro Zanon, Macron. La rivoluzione liberale francese
, Marsilio), lo guideranno cinque idee forza: «La principale fonte d’ingiustizia sociale non è lo scarto di reddito tra ricchi e poveri, bensì il consolidamento delle rendite a discapito dei talenti; non sono le nazionalizzazioni che ridurranno le diseguaglianze, ma la generalizzazione della concorrenza; l’inflazione va bandita perché sfocia su delle redistribuzioni inique di reddito senza garantire la piena occupazione; la politica di bilancio deve rendere la tassa un regolatore congiunturale e la spesa pubblica un mezzo per migliorare le condizioni di vita dei più poveri; l’accettabilità di ogni politica di riforme si basa su un messaggio realista e onesto combinato a un vero entusiasmo nella sua attuazione».