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 2017  maggio 07 Domenica calendario

LIBRO IN GOCCE NUMERO 134 (Critica delle costituzioni economiche)   Vedi Biblioteca in scheda: manca Vedi Database in scheda: manca   MEGLIO L’ORO O LE PATATE? Italia «Per avere un’idea di quanto il regime capitalistico vigente in Italia è ormai lontano dagli schemi teorici che servono per lo studio dell’economia di mercato, basta riflettere sul fatto che, durante l’ultimo mezzo secolo, nessuna delle nostre imprese giganti – industriali, bancarie, assicurative, finanziarie, commerciali – che sono state condotte al dissesto da ruberie e da cattiva gestione è mai stata fatta fallire, e mai nessuno dei loro amministratori, qualsiasi fossero le sue malefatte e il suo patrimonio personale, è stato chiamato a pagare i cocci: in tutti i casi è sempre intervenuto il Governo a salvare le imprese pericolanti, obbligando l’istituto di emissione a concedere crediti a fondo perduto, acquistando pacchetti azionari ridotti a carta straccia come fossero titoli di grande valore, attribuendo fuori gara forniture statali grossissime a prezzi enormemente maggiorati» (Ernesto Rossi, 1950 circa)

LIBRO IN GOCCE NUMERO 134 (Critica delle costituzioni economiche)
 
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MEGLIO L’ORO O LE PATATE?
Italia «Per avere un’idea di quanto il regime capitalistico vigente in Italia è ormai lontano dagli schemi teorici che servono per lo studio dell’economia di mercato, basta riflettere sul fatto che, durante l’ultimo mezzo secolo, nessuna delle nostre imprese giganti – industriali, bancarie, assicurative, finanziarie, commerciali – che sono state condotte al dissesto da ruberie e da cattiva gestione è mai stata fatta fallire, e mai nessuno dei loro amministratori, qualsiasi fossero le sue malefatte e il suo patrimonio personale, è stato chiamato a pagare i cocci: in tutti i casi è sempre intervenuto il Governo a salvare le imprese pericolanti, obbligando l’istituto di emissione a concedere crediti a fondo perduto, acquistando pacchetti azionari ridotti a carta straccia come fossero titoli di grande valore, attribuendo fuori gara forniture statali grossissime a prezzi enormemente maggiorati» (Ernesto Rossi, 1950 circa).
Capitalismo Il capitalismo è la forma che il regime individualistico ha assunto nel mondo moderno occidentale, in conseguenza specialmente dello straordinario progresso della tecnica della produzione, dei trasporti e del credito.
Concorrenza Gli apologisti dei regimi individualistici in generale e del capitalismo in particolare credono di poter dedurre i loro giudizi ottimistici dalle conclusioni alle quali arriva l’analisi economica del mercato di libera concorrenza. La libera concorrenza, essi dicono, procura il massimo benessere collettivo; ma la libera concorrenza può funzionare soltanto nei regimi individualistici.
Oro L’analisi teorica spiega come ogni aumento della quantità disponibile di oro, nei Paesi in cui la circolazione è composta di monete auree (o di biglietti convertibili in oro), si ripartisce automaticamente per la concorrenza fra gli usi monetari e gli usi industriali in proporzioni tali che lo stesso peso di oro mantiene dovunque un’eguale capacità di acquisto rispetto a tutte le merci. Per la parte che trova impiego nei lavori degli orefici, dei dentisti, dei rilegatori di libri, ecc., l’aumento dell’oro corrisponde a una più completa soddisfazione dei bisogni, ma per la parte enormemente più grande che entra nella circolazione monetaria, o va ad aumentare le riserve delle banche di emissione, esso non è di alcun vantaggio per la società. Se aumentano i quintali di patate disponibili, la gente sta meglio, perché ha più da mangiare, ma se aumentano i quintali di oro la gente non dispone di una maggiore quantità di beni di consumo, né li scambia più facilmente. L’aumento dell’oro porta agli stessi risultati di una inflazione cartacea col corso forzoso: gli stessi beni vengono scambiati per un numero maggiore di unità monetarie.
Società «Ogni individuo si sforza continuamente di trovare l’impiego più vantaggioso per tutti i capitali di cui dispone. È vero che egli cerca solo il proprio vantaggio, e non quello della società. Ma la ricerca del proprio vantaggio naturalmente, o piuttosto necessariamente, lo conduce a preferire quell’impiego che è più vantaggioso per la società» (Adam Smith).


Giorgio Dell’Arti, Domenicale – Il Sole 24 Ore 7/5/2017