Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  maggio 05 Venerdì calendario

L’amaca di Michele Serra

Nemmeno il più scafato degli onorevoli dorotei avrebbe saputo mettere insieme un concetto come quello confezionato da Elena Fattori, biologa e deputata grillina, a proposito della rovente questione dei vaccini. Per correggere la «vergognosa campagna diffamatoria», Fattori spiega che il suo partito è sì contrario all’obbligo di vaccinarsi, ma favorevole alla raccomandazione a vaccinarsi; e che l’obbligatorietà deve subentrare solo «se la soglia di copertura è sotto i livelli di sicurezza». In sostanza: vaccinarsi non è obbligatorio, ma se la gente smette di vaccinarsi lo diventa.
È un piccolo gioiello di consociativismo scientifico, che cerca di tenere insieme le pulsioni no-vax rassicurando al tempo stesso chi ne teme le conseguenze, ovvero il famoso elettorato moderato che non fa mai schifo a nessuno. Va bene vaccinarsi, ma con calma e per favore, poi se la lista dei bambini non vaccinati si allunga ecco che al ministero della Sanità suona la sirena e ci si deve vaccinare per decreto. Sembra una macchinosa e tardiva correzione di posizioni elettoralmente controproducenti. Ma non fidatevi di quello che scrivo, perché lo sanno tutti che sono sul libro paga dalla Vaccinum Plus, dalla Big Vax e della Castavax.